lunedì 27 ottobre 2008

L'arrosto morto in versione involtino

"Se io potessi vivere un'altra volta la mia vita /nella prossima cercherei di fare più errori /non cercherei di essere tanto perfetto, /mi negherei di più, /sarei meno serio di quanto sono stato" J.L. Borges


Ho provato a fare l'arrosto morto di qualche giorno fa in versione involtino. Devo dire che il risultato è stato più che soddisfacente.
Innanzitutto la carne a parer mio si è insaporita ancora di più nel sugo dei funghi. E dato che la carne di vitello è sì pregiata (traduzione: costosa), ma non eccezionalmente saporita, questo è indubbiamente un primo aspetto favorevole della cosa.
Altro vantaggio è che a fronte di un lavoro giusto un po' più lungo nella preparazione, si risparmia tempo al momento del servizio; questo è una cosa buona se si deve preparare per molti ospiti , perchè evita il raffreddamento del piatto, nel servire tutti. E in più se non si è particolarmente abili nell'affettare gli arrosti, si presenta una pietanza più "ordinata".

Difficoltà di preparazione e di servizio bassissima, dunque. Basta essere accorti a farcire con un po' meno verdure ogni singolo involtino, altrimenti non solo si fa fatica ad avvolgerlo, ma il ripieno tende a sfuggire dall'interno. Altra accortezza è di usare meno brodo - ne basta la quantità sufficiente a coprire a filo carne e funghi - e cuocere per un tempo inferiore gli "arrostini".

3 commenti:

Lo ha detto...

che buono....anche così!

Cristina ha detto...

Lo... mi sa che a te piace praticamente tutto... brava!

Lo ha detto...

eheh mi sa anche a me....adoro assaggiare provare...e quando vedo i post sui blog...ovviamente non provo ma leggo e mi immagini gli accostamenti dei sapori...magari poi mi scappano in un'altra ricetta :)