lunedì 9 febbraio 2009

Crema di patate rosse del Guà e porri

"Bambina piccolina, patatina, /col naso piccolino, patatino,/ in un mattino limpido/ coi galli che cantavano/ e fiori che sbocciavano/ sei na-ta tu./ Patatà, patatì, patatina come te." G. Meccia


Per rinfrancar lo spirito, tra un dolce e l'altro (perchè non è che in casa mia si facciano poi tutti questi dolci, è che in questo periodo è capitato così), vi propongo una crema semplice, piacevole, calda - mica ha finito di far freddo, che credete? - che viene buona sia per una cena in famiglia che per una con gli ospiti, se presentata per benino.

L'accostamento porri è patate è un classico, un matrimonio ben riuscito nella vichyssoise, che continua e varia senza perdere smalto in molte altre ricette.
É un sapore che piace, che dà calore e conforto nelle sere invernali, ma che coccola in quelle di mezza stagione un po' così, che non son ancora caldine ma neppure tanto fredde.

Soddisfa poi anche quelli che non vogliono un primo ricco e grasso, perchè pur avendo il burro, ce n'è pochino. Giusto quel che ci vuole per dare il giusto slancio al sapore della patata e a addolcire i porri. Giusto quel pochino che non fa neppure male ma è un pochino trasgressivo, proprio quql che ci vuole in una preparazione così tranquilla.

Io ho utilizzato le patate del Guà, non perchè sono campanilista - Roveredo di Guà sta in provincia di Verona, ma in Diocesi di Vicenza, accoccolato lì giusto al confine tra tre provincie (c'è pure una chiesetta sconsacrata in una frazione, con tre altari uno per ogni provincia) - ma perchè credo nella valorizzazione del territorio e nell'uso di prodotti che facciano poca strada, arrivando rapidi e buoni sulla tavola. Però si possono utilizzare le patate preferite, rosse, bianche o gialle, purchè buone e farinose.



Ingredienti
per 6 persone

600 g di patate rosse del Guà
100 g di porro
30 g di burro
600 ml di brodo vegetale
sale e pepe

Procedimento

Sbucciare, lavare e ridurre in dadolata le patate +; mondare il porro e affettarlo sottile.
Rosolare le due verdure con il burro in una casseruola per circa 10 minuti. Aggiungere il brodo e portare a cottura le patate (devono disfarsi). Frullare e lasciar sobollire ancora qualche minuto.
Versare la minestra nei piatti e decorare a piacere.
In questo caso è stata usata una julienne di porro spadellata e mandorle a lamelle tostate.



Che vi si scaldi lo stomaco e il cuore, soprattutto. Qui trovate la versione stampabile



4 commenti:

Lo ha detto...

eheheh io mi aspettavo qualcosa di verde e arancio...ma vabbèèèèètuffo il cucchiaio nel piatto e gnam!

Cristina B. ha detto...

Per quello verde e arancio mi sa che devi aspettare... devo scriverlo per benino.
E poi c'è la torta nera prima, e mi sa che quella ti piacerà uguale ;-)

Mirtilla ha detto...

uso pochissimo le patate rosse,purtroppo,per pura abitudine gastronomica,ma questo piattino qui..
mamma mia :)

Cristina B. ha detto...

Mirtillina, guarda che la puoi fare con le patate che preferisci. Certo quelle rosse sono un po' meno pallidine, ma con tutte vine buna buona...
Anzi sai che stavo meditando giusto in questi giorni? E se la si facesse con le patate viola che ora son tanto di moda? Sarebbe di un colore ben strano... però non so quanto sarebbe invitante una minestra viola ;-P