lunedì 19 ottobre 2009

Torta della nonna

"Papà dammi la mano/ grande e forte mi sento con te/ tu mi guardi e mi dici piano/ "Sono felice se tu sei con me"./ Se mi prendi sulle tue spalle/ io mi sento un capo tribù./ Se mi tieni stretto al cuore/ il mio amico più caro sei tu./ Per la strada la gente ci sorride/ e ci guarda perché/ pensa che tu sei il mio gigante/ ma io sono il tuo re."


Questa è la storia di una torta un po' sfortunata, che però alla fine è riuscita a fare la sua figura in tavola e in bocca.
Innanzitutto era una torta che la puzzola maggiore chiedeva da un bel pezzetto. Però io attendevo climi più adeguati per prepararla.
Il freddino sopravanzato nei giorni scorsi ormai rendeva incipiente una rinnovata richiesta e visto il compleanno del papà, che volevamo festeggiare con una torta casalinga, che veniva buona anche per la colazione o la merenda... tah dah! abbiamo deciso che era giunto il momento per la mamma di cimentarsi in questo dolce noto come torta della nonna (ma il perchè del nome non l'ho ancora scoperto).
La sottoscritta è ben conscia di non essere la creatura più adatta a fare la pasta frolla. Estate o inverno, col solleone o col gelo, la temperatura delle mie mani va da quella utile a friggere un uovo a quella buona per scaldare il pane. Forse solo un'ora nell'acqua ghiacciata o un soggiorno in Siberia potrebbero raffreddare le mie estremità superiori. Questo significa che la frolla nelle mie mani impazzisce, si strappa (i capelli) e cerca la fuga squagliando(sela).
Vabbè. Hanno invetato i food processor per qualcosa, no?
Ok, facciamola nel food processor. Monto la lama, metto gli ingredienti... fino al burro, allo zucchero e alla farina va tutto bene. Con le uova comincia a dare segni di insofferenza: l'impasto si infila nel foro dove s'aggancia il perno e il coperchio non si chiude più. Colpa mia che son secoli che non uso il food processor o del robot renitente? O peggio ancora ,è un architettato complotto del destino che sa che devo incastrare i tempi di preparazione, con il recupero di una puzzola da scuola, la consegna di un'altra alla lezione di karate e alla ripresa della stessa dopo un'ora?
Dopo un buon quarto d'ora di fumi dalle orecchie - oltre che dalle mani calde di natura - si riesce appallottolare questa benedetta frolla, a impellicolarla e a cacciarla in frigo.
Vado a prendere la puzzola minore a scuola. Torniamo a casa. Preparo la merenda (e non quisquiglie, ma una tazza di cioccolata calda con panna a testa). Faccio la crema pasticcera (quella per fortuna non è un'altra guerra) e la metto a raffreddare (fuori dalla finestra funziona come ottimo abbattitore). Preparo la tortiera, imburrata, incartafornata... É ora di portare l'altra puzzola a karate (che per fortuna è a cinque minuti a piedi).
Vado, torno. E comincio a stendere la frolla. La prima metà va abbastanza bene. C'è qualche piccolissimo moto di ribellione, ma si lascia domare facilmente.
Metto la crema pasticcera nel guscio di frolla. E comincio a cercare di stendere la seconda metà. ma l'infame si ribella. Nonostante il ri-raffreddamento in frigo, comincia a stracciarsi e ad accartocciarsi. Però sono troppo presa dai tempi stretti: devo infornare prima di uscire per recuperare la karateka. E così a mozzichi e a brani il secondo strato va a coprire la torta. Via coi pinoli e dentro in forno.
Corri a recuperare la puzzola. Torno e la torta è cotta a breve. ma la dobbiamo mangiare per la cena che è ormai prossima. Allora, la sforno e la caccio fuori dalla finestra, sul davanzale - abbattitore naturale.
Dopo alcuni minuti arriva bel bello il festeggiato, che, forte della sua conquistata vecchiaia ,decide che col freddo che fa bisogna tapparsi ben bene in casa e con mossa felina, fa scendere con decisione la tapparella (di legno! pesante!) su quello che lui crede il davanzale e invece è la sua torta. Che non era neppure mimetizzata, datosicchè era coperta con una cupola di retina a fioroni gialli grandi così! Mi sono scordata per un attimo che era sua la torta martoriata e gli ho cantato una serie di... arie d'opera che potevano fare invidia alle più conosciute note verdiane.
La poverella comunque aveva solo accusato un colpetto laterale e, seppur danneggiata, si ricomponeva sul piatto e si spolverizzava di zucchero.
All'assaggio, ancora tiepidina, si rivelava buona buona, friabile friabile e apprezzata da tutti o quasi (la puzzola minore preferiva qualcosa al cioccolato - ma qui raramente si riesce ad avere il consenso universale).
Vabbè. Sfortunata ma buona. La prossima volta speriamo che tutte le sfortune si siano esaurite.


Ingredienti
per la frolla
450 g farina debole
50 g di fecola di patate
250 g burro freddo di frigorifero
200 g zucchero
2 uova

per la crema pasticcera
400 g latte
4 tuorli d'uovo
100 g zucchero
50 g farina
1 stecca di vaniglia

3 cucchiai di pinoli sgusciati
zucchero a velo



Versare nella ciotola del robot, utilizzando la lama, il burro a pezzettini, la farina. la fecola e lo zucchero. Mescolare in modalità "pulse" a velocità sostenuta fino a quando si formano tante briciole. Aggiungere le uova e impastare quanto basta affinché il composto si aggreghi.
Appallottolare, coprire con la pellicola e mettere a riposare in frigorifero.

Aprire la stecca di vaniglia, metterla latte e portare ad ebollizione. Qundi far riposare per almeno 10 minuti.
In una casseruola mescolare la farina con lo zucchero,. Aggiungervi i tuorli d'uovo elavorare con una frusta il composto fino a che è liscio e omogeneo. Aggiungervi quindi a filo il latte privato della stecca di vaniglia.
Mettere su fuoco bassissimo, e fare addensare, mescolando; non deve mai bollire, ma solo sobbollire.
Raffreddare la crema immergendo la casseruola in acqua fredda (o fuori dalla finestra coperta con un telo se è ben freddo ;-) ), mescolando di tanto in tanto.

Imburrare e infarinare una tortiera a cerniera da 26-28 cm di diametro.
Dividere la pasta frolla in due panetti. Riporne uno frigorifero.
Stendere la prima parte della frolla in un cerchio in grado di foderare lo stampo, risalendo sul bordo. Versarvi la crema pasticcera, in modo uniforme nel guscio di pasta frolla.
Prendere il secondo panetto e stenderlo in un cerchio grande come la tortiera e appoggiarlo delicatamente sulla torta, sigillando bene i bordi.
Cospargere il dolce coi pinoli e cuocere in forno caldo a 180° per 40 minuti circa.
Sfornare e cospargere di zucchero a velo.


E che la buona sorte sia con voi.

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4 commenti:

Giò ha detto...

la povera torta spiaccicata dal marito!! direi che si è salvata alla perfezione bisogna proprio guardare con la lente d'ingrandimento!!

Lo ha detto...

il marito spiaccicatore della sua torta di compleanno ....mizzega che fticaccia ...ma che belle questa crostata...e mi sa anche buona! un bacione e grazie per la ricetta

Cristina B. ha detto...

@ Giò... no no è che dalla foto ho tagliato lo spatascio, era lì bel bello sulla destra ;-)

@ Lo, vero 'na farica! ora per un tot non la ripeto; un bacio anche a te

Saretta ha detto...

Sarà pure sfortunella ma ha un aspetto!!!!!
Ah se vuoi ti presto le mie manine che sono un abbattitore personale :D
Besos