giovedì 5 novembre 2009

Petto d'anatra con uva e balsamico

"Le ochette del pantano/ vanno piano piano piano,/ tutte in fila come fanti,/ una dietro e l’altra avanti./ Una si pettina,/ l’altra balbetta/ con voce bassa/ la stessa parola,/ una sull’acqua/ come barchetta/ fatta di un foglio/ di libro di scuola." R. Pezzani




Devo prendere appunti:
a. non devo dire "mai più";
b. devo portare il marito e le figlie a un corso di "rieducazione e addestramento all'ordine";
c. devo far esercitare il marito in "memoria e coordinazione del pensiero".

Partiamo dal punto b.
Quest'anno sono saltate le cene del mio e del suo compleanno perchè la casa era ed è ridotta in uno stato pietoso. E non lo dico perchè sono la solita maniaca dell'ordine tutta perfettina e casa linda e lustra. Pur invidiando quelle che hanno una casa che è sempre o pressochè quasi sempre da rivista fotografica, spesso e volentieri penso che un po' di disordine contro un po' di coccole e compartecipazione affettiva con marito e figlie non ci sia storia: la seconda vale molto ma molto di più della prima. La mia casa è sempre un po' baraonda ma nessuno si lamenta perchè nessuno si sente trascurato.
Abbiamo però raggiunto il punto di non ritorno: o ci si mette un po' a regime oppure moriremo soffocati dalle nostre stesse proprietà. E non potremmo più ricevere nessuno.
In camera delle puzzole occorrerebbe una ruspa per estrarre dai mucchi di giocattoli le cose che ancora possono essere adeguate alla loro età. I libri, soprattutto quelli scolastici, finalmente otterrebbero lo spazio che necessitano e che gli compete e forse riusciremmo a far felici altri bimbi che di giochi non ne hanno portandone a vagonate alle suore...
Il soggiorno è diventata in parte una dependance dell'area giochi della camera, in parte dell'incasinatissimo studio di mio marito (per darvi un'idea, abbiamo perso una vite un mese fa e per ritrovarla abbiamo spostato e gettato tre-dico-tre sacchi di cartacce messe a deposito non si sa perchè per trovarla) - il portatile suo sta ben piazzato e inamovibile sul tavolino vicino al divano - e in parte (soprattutto il tavolo da pranzo) un appoggio per la montagna di libri, quaderni, compassi, pennelli e altre amenità scolastiche di cui il passaggio alla scuola media ha contornato la puzzola maggiore.
L'ingresso è deposito di pattini in linea, annate intere di vecchi giornali di informatica che forse su ebay qualcuno (trovatemi il pazzo!) potrebbe comprare e altre varie accozzaglie di oggetti i più disparati.
A questo si deve aggiungere il lavandino del bagno che ha deciso da un mese e passa a questa parte di sgocciolare sul pavimento e che il marito preso dalla sindrome fai-da-te, che è molto peggiore e deleteria di qualsiasi virus influenzale, ha deciso di aggiustare, senza per ora aver raggiunto una soluzione definitiva e tuttora in attesa del completamente dell'opera.
Chiedere ordine significa per tutti e tre gli altri componenti della famiglia, spostare il mucchio, preso a bracciate da lì a là, dove il là è spesso rappresentato da quello spazio vuoto e inutile che sta sotto il letto è che è fatto apposta per nascondere il disordine.

Ora nonostante la perdita degli eventi sociali a cui tutte le parti tenevano molto, la casa è ancora allo status quo antea e neppure la minaccia di ricevere gli ospiti in vestaglia e con una tazza di caffelatte, sembra al momento sortire effetto, tanto... c'è tempo (secondo le loro misure)!.

Punto a.
Avevo detto mai più, perchè la mia fantasia e le mie capacità ricombinative di pochi elementi ammessi hanno un limite. Ma non sono riuscita ad ottenere risultati concreti e visto che siamo già a due reiterazioni, ormai mi aspetto anche la terza e probabilmente anche la quarta, la quinta...

Già. Perchè c'è il punto c.
Un marito che si dimentica, probabilmente perchè non ha mai memorizzato che combinare tutti quei divieti e realizzare una cena a cui ho "viziato" lui e gli ospiti, diventa sempre più complicato e destabilizzante. E con ingenuità e dolcezza dice "perchè non facciamo tutti venerdì 13 (venerdì 13!!!!), così semplifichiamo per tutti?". Semplifichiamo a chi? A me? ma.... ma... ma...
E mica posso dire che è una combinazione micidiale. C'è spesso. peccato che quando non è a casa nostra, per gli altri è al ristorante. E che ristorante!

Per cui mi sono messa a pensare a sta benedetta cena.
E mi sono pure fissata in una idea, in un tema. Pere e castagne.
Certo che sono scema! Però son fatta così e mi dovete tenere.
Sono andata a rivangare le vecchie ricette fatte e ammesse (se le saranno scordate spero, dopo quattro o cinque anni).
L'antipasto l'ho trovato. magari lo risistemo un po'.
Il primo lo devo sperimentare, anche se sono ancora indecisa tra una crepes con farina di castagne o degli gnocchi con la stessa farina ripiene le une conditi gli altri con funghi. Troverete la soluzione, spero, prossimamente su questi schermi.
Il secondo l'ho trovato. E anche quello sarà qui prima o poi.
Per il dessert ho in testa una torta semplice semplice di castagne e cioccolato fondente con una salsa di pere.
Il tutto senza uova e con pochi pochi grassi...
Speriamo bene...

Intanto scavando scavando è venuta fuori questa ricetta. non è detto che prima o poi la rifaccia (così magari metto una foto migliore...). Però ve la propongo, perchè me la ricordo proprio buona.





Ingredienti
per 4 persone

600 g di petto d'anatra
200 g di acini d'uva bianca a buccia sottile
1 porro
2 cucchiai di aceto balsamico
olio e.v.o.
sale e pepe


Procedimento

Fare cuocere il petto d'anatra in padella, con un po' di olio, mettendolo dal lato della pelle; dopo circa 10' girarlo e aggiungere nel tegame il porro a rondelle.
Dopo 5' aggiungere gli acini d'uva divisi a metà e privati dei vinaccioli
Trascorsi altri 5' di cottura a fuoco medio, salare, pepare, trasferire in un piatto la carne (attenzione deve essere rosata all'interno come un roast-beef, altrimenti diventa stopposa!); versare nel tegame l'aceto balsamico, e fare ridurre il sugo.
Irrorare con questo la carne scaloppata.


Se si vuole ridurre l'apporto calorico, ma non perdere il sapore intenso del petto d'anatra, si può prendere circa un terzo della pelle di mezzo petto e metterla prima in un tegame antiaderente scaldato senza nulla, attendere che rilasci circa un cucchiaio del suo grasso e in quello rosolare i petti. Viene morbidissimo lo stesso.



La versione stampabile della ricetta.



P.S. Sono un po' pigra... Sarà tutto questo disordine.? Ma se non scrivo molto sul blog e soprattutto non commmento da voi, non è perchè non vi segua. É che in 'sto periodo va così...

4 commenti:

Giò ha detto...

aiuto..mi viene l'ansia al solo pensiero di quanto dovreste risistemare...ma perchè non prendi tutto e fai un bel falò? hi hi hi..anch'io devo inseguire il coniuge per fargli mettere a posto qualcosa ma....sono sicura però che la cenetta sarà fantastica!!se le premesse sono questo delizioso piatto...

Lo ha detto...

uhhh povera Cri...sono terribili i momenti in cui una casa piomba nel caos io ne esco destabilizzata...ma so che tu presto riuscirai a trovare il bandolo del riordino...il tuo secondo alternativo appare molto gustoso mentre io voto per gli gnocchi! un baciozzolo

Mirtilla ha detto...

mamma che stress,...immaggino ti stanchi al solo pensarci!!!
baci

Cristina B. ha detto...

@ Giò, ma non ci sono Corsi di Riabilitazione per Mariti Disordinati e Abbrutiti?
DEVO fare una cena fantastica, cosicchè che gli ospiti chiudano un occhio sulla casa e si concentrino solo sui piatti ;-)

@ Lo, fai bene a votare per gli gnocchi: oggi li ho provati e se non per un piccolo aggiustamento delle dosi delle due farine, sembrano veramente interessanti; le crespelle (che volevo fare senza uova e avevo trovato una ricetta) invece sono fallimentari: o le faccio con l'uovo o nisba.

@ Mirtilla, ecco appunto: io guardo il disordine e cado affranta dalla stanchezza per quel che vedo...