lunedì 14 dicembre 2009

Una cena in sfumature d'autunno

"Qui non i venti impetuosi e funebri/ del settembre montanino,/ non odor di vendemmia, non lavacri/ di piogge lacrimose,/ non fragore di foglie che cadono./ Un ciuffo d'erba che ingiallisce e muore/ su un davanzale/ è tutto l'autunno veneziano." Autunno veneziano - V. Cardarelli



Chiedo umilmente perdono, se vi siete sentiti abbandonati (siete pure pochini, e l'effetto solitario sarà stato maggiore...). Però non è che produca molto ultimamente, già di per me. Non ho da pensare a cene natalizie o capodannesche, non regalo se non qualcosa di mangereccio, perchè non giustamente apprezzato. In più, se ci aggiungiamo numerose soste da quel simpatico e amato medico che si chiama dentista, che mi caccia in bocca una pasta dall'orribile gusto che contamina qualsiasi cosa io metta in bocca, capite che a parlare di sapori non è che mi venga prorpio tanta voglia.

In ogni caso, la famigerata cena l'ho fatta: è stato un parto breve e facile, mentre l'attesa era più ricca di ansie e pensieri.

Innanzitutto ha richiesto il ripristino dell'abitabilità della casa che ormai languiva in uno stato pietoso.
Il lavandino alla fine (ma solo la mattina stessa) si è finalmente aggiustato (non da solo, ma quasi, perché era inbufalitissimo di essere così malandato).
Il soggiorno e l'ingresso sono stati riordinati, ma non dagli artefici di quell'"ordine creativo", bensì dalla sottoscritta ampiamente aiutata dalla volenterosa sorellina minore, che è diventata una signorina Rottermeier della lindezza e dell'ordine assoluto.

Il menù ha subito qualche piccolissima variazione in corso d'opera, soprattutto sul secondo e sul dessert, perché ho ricevuto una illuminazione divina improvvisa e ho dovuto seguirla.

Innanzitutto l'antipasto.

Ho ripreso in mano come avevo promesso la piccola terrina di formaggio cremoso in mantello di pere e cuore di noci. Con qualche piccola variazione, chiaramente, che non sia mai che io mi ripeta!
Ho sostituito per esperimento e per necessità il mascarpone con un'ottima ricotta di bufala. Risultato altrettanto eccellente, che mi ha consentito tra l'altro di evitare l'uso della colla di pesce, che - pur non avendo nulla contro di essa - è sempre un "di più". Ho cotto le per invece che a vapore in microonde, con un risultato praticamente identico: morbide, ma non troppo.
E l'ho accompagnata con un'insalatina selvatica di.... ah be'! qui dovete indovinare, perchè se no è troppo facile. Eccola:

vi posso solo dire che è buona, particolare, abbastanza rara (e quindi costosa, ma semel in anno licet) ed è... da favola. Cosa sarà?

Il primo sono stati gli apprezzati gnocchi di farina di castagne, che avevo ampiamente sperimentato.

Il secondo un arrosto di coniglio dal cuore di maiale, con salsa di pere e senape, di cui vi posterò in tempi brevi (promesso promesso promesso) la ricetta,

(perdonate la foto che è un po' quella che è, ma così è venuta...), accompagnato da un piccolo flan di cavolo broccolo romano, quello bellissimo tutto a frattali, che non è stato apprezzatissimo da tutti i commensali (però stranamente mangiato da chi era più schizzinoso... misteri!), ma a un certo punto stavo dando di matto con "questo sì e quello no"....

Per dessert, una coppa di cioccolato chantilly, che è stata una vera e apprezzatissima scoperta (grazie in eterno a Hervè This e a Dario Bressanini che l'ha "importata"),


in cui ho sbriciolato dei marron glacée, giusto per mantenere l'alternanza del gioco pere - castagne che caratterizzava questa cena.

E sapete cosa ho guadagnato per tutto ciò? Questa!

(la forchetta è per dare la giusta idea delle dimensioni). Cioccolata fondentissima con nocciole Piemonte IGP intere...
Ce ne sarebbe per tutti, ma il puzzolame l'ha sequestrata per stretto uso personale.
Vorrà dire che mi sacrificherò....

6 commenti:

LaGolosastra ha detto...

io devo ancora capire cos'è quel tubero pallido... non pervenuto.

La cioccolata di Gobino è fenomenale, io adoro i tourinot (mammamiachefavola)... e non mi fanno poi così male, sai? Ihihihi...

Giò ha detto...

il tuberoooo infernale!! non ne ho la più pallida idea. però so che era una cena coi fiocchi e che mi sarei mangiata tutto senza proferire parola!
e avrei certamente sequestrato la cioccolata!!!tranquilla ne ancora un pò di scorta in casa!

Saretta ha detto...

Era per caso una pastinaca?Gobino...da farci carte false per il suo cioccolato!!!
Complimentissimi per la cena ;)
Besos

Lo ha detto...

eheh il sacro ordine creativo non ha colpito le brave puzzole? mentre tu dopo l'ordine sei stata presa da fulmini divini?...grandissima cena...sai che apprezzo sempre la tua capacità di pensare e architettare così bene un pasto....un bacione

Cristina B. ha detto...

@ cri, a te l'ho svelato... però è un limite non averli assaggiati, ti farebbero pure bene :-P

@ giò, suggerimento: ha la treccia ;-) e la cioccolata l'ho mascosta bene; so che non sei una carnivora, ma quel coniglietto ti assicuro era buonissimo, da rifare!

@ Saretta, no no non è la pastinaca è più locale e rustica e molto molto più buona (e più piccola: il tubero maggiore era circa 3 cm); altro suggerimento, c'è chi ha ceduto figli in camabio dell'erbetta, segno che è molto molto buona!

@ Lo, l'ordine creativo qui inmpera, peccato che 4 ordini creativi si trasformino nel caos primordiale; fulmini divini non me ne sosno arrivati, ma io ho minacciato il taglio delle mani a chi riprova a disordinare. quanto all'architettare un pasto... è solo pensare ai gusti che pensi di creare e pensarli insieme, se ci stanno procedo, se no penso penso penso come Winnie

SUNFLOWERS8 ha detto...

Che cena meravigliosa,quanto mi sarebbe piaciuto essere a questa tavola! Se per caso non ce la fai a mangiare tutto quel popo di cioccolato non fare la timida chiedimi pure l'indirizzo e mandamelo!!! ;DDDD