Vorae coi fiore/me fei 'na garlanda/ e betera franda/ sul nòsc cianpanin!
Vorae di alòlo,/ al sol da bonora/ nó vienesto adòra/ par el mè paes?
Vorae coi òce/ me toi chel zeleste/ e ancora con chiste/ vardà el mè paes!
Vorae dì al gnée/ coscita bel bianco/ fesc tu nafré santo/ nafré el mè paes!
Vorae speranza/ da chesto bèl verde/ par ci che ra perde/ inze'l mè paes!
Vorae si dreta/ intorno a ra cròdes/ par fei tomà ròbes/ ma pienes d'amor!" C. Franceschi

Questo è stato il primo "regalo gastronomico" per il compleanno di mia figlia. Questi tortelli sono una delle sue passioni e ho deciso che poteva essere una piacevole sorpresa per lei.
Mi ha anche aiutato a realizzarli, da brava cuoca in fieri.
E passiamo al piatto...
C'era una volta, Cortina, che era il nome di un villaggio al centro della conca ampezzana, che insieme ad altri numerosi villaggi staccati ed isolati, formava l'abitato di una bellissima valle soleggiata circondata da montagne affascinati. L'Ampezzano non era ancora posto da vip, le case - che non costavano un patrimonio - erano grandi costruzioni rurali, con la stalla, in cui vivevanao grandi nuclei famigliari; i residenti erano dei bravi montanari che vivevano del frutto del loro lavoro agricolo e di allevamento. Non si moriva di fame, ma non c'era una gran varietà di cibo sulle tavole. La produzione orticola più importante consisteva soprattutto in fave, rape gialle, erbette rosse che insieme alle verze, ai cavoli - che provenivano dalla Pusteria - e alle patate, verdure resistenti alle basse temperature della montagna, costituivano la dieta principale degli abitanti. Chiaramente si cercava di variare la presentazione, eper il poco tempo che avevao le donne per dedicarsi alla cucina. Questi fratelli ampezzani - non cortinesi - degli schlutzkrapfen altoatesini e dei pierogi dell'est europeo, che venivano preparati soprattutto in occasione dell'Epifania, sono una preparazione che le utilizza in modo egregio, per un piatto della festa.
Ne esiste anche una versione verde, attualmente fatta con gli spinaci, ma anticamente era sicuramente la versione "estiva" realizzata con le erbe spontanee ad essi simili, come il buon enrico.
Essendo una ricetta tradizionale, ha una versione per ogni focolare, con variazioni minime, magari, ma certamente diversa.
Attualmente, ad uso e consumo dei turisti si trovano normalmente in vendita nelle panetterie e nei negozi di alimentari, anche surgelati; partendo da quelli mi sono ispirata nella ricerca per realizzare una ricetta che si avvicinasse quanto più a quelli che normalmente mangiamo quando siamo lì in vacanza. La ricerca ha portato a questa ricetta, che mi sembrava la più verosimile. Però nelle prossime realizzazioni proverò sicuramente delle "correzioni".
Innanzitutto la pasta. É sempre molto chiara di colore, indice che contiene poche uova, se non forse nessuno. Il che è ragionevole: nella valle le galline non erano moltissime, dato che d'inverno dovevano essere portate in casa. Le uova poi, non potevano essere "sprecate" per piatti sfiziosi, dato che costituivano una delle princiapli fonti di proteine, visto che la carne era rara sulle tavole.
Quella che ho realizzato per questa ricetta, è ancora troppo "colorita", ma avendo comunque un solo uovo è risultata un po' collosa; penso che la prossima volta ultilizzerò solo albumi (in numero maggiore) o ne aggiungerò almeno uno e forse aggiungerò latte oltre all'acqua (ho trovato anche questa variante).
In quasi tutti i testi ho trovato la rapa gialla al posto della patata, il cui utlizzo è verosimile, probabilmente nella versione più "antica" e tradizionale. Probabilmente poi è stata corretta con l'introduzione della patata, più asciutta e corposa. La rapa gialla, però, per me qui è introvabile - già si fa fatica a trovare quelle rosse crude! Avendo mangiato sempre quelli con la patata, - sia acquistati che nei locali - ho scelto questa versione.
Ingredienti
sale q.b.
per il condimento
burro fuso q.b.
Grana Padano o Trentino grattugiato q.b.
1 cucchiaio (o più, a seconda dei gusti) di semi di papavero
Procedimento

Ed ecco la ricetta, in versione stampabile con le foto passo passo.




































