
Sottotitolo: storia di un esperimento riuscito.
A me non succede spessissimo, ma succede. E questa è stata una di quelle volte.
Ho deciso di fare dei gnocchi con la farina di castagne, perfettamente convinta di averla anche vista in uno dei millanta libri di cucina che fanno bella mostra di sè (oh, ma sono utilizzati, a parte forse quello di Nobu, moltissimo!) nella mia libreria occupando i loro dei due metri di ripiano.
E allora, sfoglia sfoglia e cerca e cerca. Ma di questa ricetta - che nella mia testa era perfettamente chiara - nemmeno l'ombra.
Sto invecchiando... l'avrò vista sul web...
Macchè neppure lì, se non ricette in cui sono misti con le patate. Ma io voglio qualcosa di più leggero e carino, qualcosa che se lo proponi a una bella cena serale, non ti riempie la pancia e ti impedisce di proseguire nel pasto.
E allora via all'esperimento. Non tanto per farli quanto per accertarsi che il gusto sia non solo soddisfacente, ma anche... particolare come era nella mia testa.
Ho dunque provato a farli partendo da una base analoga a quella degli gnocchi di radicchio, perchè il latte avrebbe spento quel retrogusto amaro della farina di castagne (non ditemelo che non ce l'ha, perchè per me ce l'ha eccome) e avrebbe spinto il lato dolce.
La prima volta ho usato tutta farina di castagne e pur avendo ottenuto un risultato discreto, secondo me il sapore era troppo forte, con contrasti troppo accesi tra il fondo amaro dello gnocco e il sapore del fungo pressochè al naturale. Entrambi sapori, boscosi, ma in forte contrasto, come un amore all'inizio, intenso ma pieno di spigolature da sistemare e accordare.
E invece eccolo lì, bello pulito, ma non eccessivo, caratterizzante ma non stordente ed in perfetta armonia con il condimento. Un amore equilibrato, che ha trovato i suoi punti di incontro e gestisce bene i suoi contrasti...
Bene. L'esperimento è andato. E quindi per quella famosa cena, che per vari motivi è stata già rimandata di un paio di volte questo è il primo piatto aggiudicato.
Sperando che l'armonia che io e la mia cavia assaggiatrice ufficiale (leggasi marito) abbiamo trovato venga sentita e apprezzata anche dai commensali...
per condire

Procedimento
Affettare finemente i funghi.
In una padella, far scaldare l'olio e mettervi a rosolare appena lo spicchio d'aglio e il prezzemolo tritato. ed appena appassiscono, mettervi i funghi affettati. Salare e pepare e aggiungere il vino; lasciar evaporare l'alcol e far cuocere coperto per circa una decina di minuti.
Se il fondo di cottura dovesse asciugarsi, aggiungere un po' di brodo vegetale o anche semplicemente dell'acqua calda.
A cottura ultimata, spegnere i funghi e mettere da parte.
Setacciare insieme le due farine, questa operazione è fondamentale: la farina di castagne tende a fare grumi e vi ritrovereste con un malloppone grumoso, altrimenti.
Mettere a bollire il latte con l'acqua con un pizzico di sale grosso in una pentola abbastanza larga. Quando comincia a fremere, spegnere e buttarvi, mescolando, le farine Continuare a mescolare con energia con un cucchiaio di legno fino a che si formerà una palla, anche se all'inizio la cosa sembrerà pressoché impossibile: bisogna avere pazienza e tenacia (e olio di gomito)
Mettere la palla sulla spianatoia e continuare a lavorarla fino ad ottenere una massa liscia da cui si taglieranno nel modo classico gli gnocchi.

Tagliare l'impasto a tocchetti e rigatelo, con un rigagnocchi, una forchetta o la grattugia, come d'abitudine.
Durante la lavorazione è possibile che l'impasto assorba tutta la farina e diventi un po' molliccio ; in quel caso, basta aggiungere un po' di farina sulla spianatoia.

Una volta completati gli gnocchi, mettere a bollire una capiente pentola d'acqua.
Quando l'acqua bollirà, salarla e gettarvi gli gnocchi pochi per volta.
Mettere a riscaldare i funghi ed appena saranno caldi, mettervi la noce di burro e spegnere il fuoco.
Scolarli quando risalgono a galla e condirli con i funghi trifolati e un cucchiaio di formaggio grattugiato.
É possibile utilizzare anche funghi secchi o congelati.
La versione per la stampa.









