giovedì 21 gennaio 2010

Chiacchierona! (ovverosia chiacchiere, crostoli, galani che dir si voglia)

"C'è la mamma in cucina/ che prepara la pastella:/ latte, uova, farina,/ mentre canta la padella.../ L'olio sfrigola, fuma./ L'aria intorno si profuma./ Scende ben lievitata/ una prima cucchiaiata.../ Già si gonfia s'indora/ come un piccolo gioiello./ Cosa c'è di più semplice/ o di allegro così bello?" S. Tuminelli, Le frittelle.


Non ditemi che sono sfaccendata o pigra.
Non vengo sul blog con la frequenza di prima, perchè ho preso un sacco di impegni, che mi frammentano la giornata e raramente ho abbastanza tempo continuato per venire e scrivere con calma e chiarezza quel che voglio.
Tra sostegni, catechismo e altri impegni variamente dislocati, mi sento un po' una trottola.
Però produco... ve lo assicuro. Anche se non sempre cose nuove. Spesso cose "normali" (o per lo meno che per me sono normali, poi mi accorgo che altri sono particolari, ma ormai è fatta). Quindi non sempre, anzi diciamo proprio raramente, fotografo e posto.

Martedì mattina ho fatto una torta per la mia vicina che compiva gli anni. E dato che c'ero e alla torta intera non avevo mai fatta la foto, le ho fatto un bel ritratto e l'ho messo sul post, dove la potete vedere.

E ancor prima, domenica, ho fatto le chiacchiere, che qui si chiamano crostoli e in Piemonte, dove sono nata e ho abitato per 14 anni, bugie. E altrove con altri infiniti nomi.
E come si vede son venute bene, proprio come le volevo io: sottili, friabili, gonfie, leggere (hanno assorbito pochissimo olio).
Le ho fatte un po' a occhio, anche se come diceva mio nonno "a ocio non se va gnanca a pu@@ne". E benchè stia diventando paurosamente presbite, devo dire che questa volta l'occhio ci ha visto bene.
Così, se la gradite, vi posto la "occhimetrica" ricetta, così se qualcuno vuole provarci.
É la dose minima possibile, ma ho ottenuto quel ricco vassoio, da cui peraltro ne mancano alcune che veloci mani avevano già afferrato e voraci mandibole avevano già "elaborato"...





Ingredienti
200 g di farina bianca 00
20 g di burro
1 uovo
vino bianco q.b.
olio per friggere
zucchero a velo




Procedimento
Lasciare il burro a temperatura ambiente affinchè si ammorbidisca.
Impastarlo con la farina, l'uovo e circa un terzo di bicchiere di vino bianco (la quantità dipende dall'umidità della farina e dalla grandezza dell'uovo), fino ad ottenere una palla liscia e omogenea.
Avvolgerla nella peliccola e lasciarla riposare in frigo circa un'ora.
Stenderla con il matterello o con la macchina per la pasta in sfoglia sottile e ritagliarvi strisce larghe tre dita e lunghe poco più del doppio.
Mettere a scaldare una piccola padella abbastanza alta piena di olio e quando sarà a temperatura friggervi le chiacchiere poco alla volta.
Toglierle appena indorano, metterle a sgocciolare e quindi cospargerle di zucchero a velo e servire.

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5 commenti:

elisa ha detto...

adoro i galani ne mangerei a secchi..i tuoi sono propio venuti belli gonfi come piacciono a me....ciaoooo

Lauradv ha detto...

Che bontà, allungherei volentieri la manina oltre il monitor! Laura

Lo ha detto...

ma ci credi che non mi piacciono le chiacchiere....brrrrrrr...che mi fai le frittelle??? bacione pigrona! ;)

Cristina B. ha detto...

@ Elisa, grazie! Anche a me piacciono come sono venuti: è proprio la mia idea di crostoli/galani.

@ Laura, se avvisi si può sempre fare ;-)

@ Lo, anche a me non fanno impazzire, preferisco le frittelle, ma non so perchè i bambini preferiscono questi dolci... le mie figlie hanno insisto e le ho accontentate.

La cuoca Pasticciona ha detto...

Bellissime queste chiacchiere.. devo copiarti posso? oppure me ne passi una? bacio