giovedì 22 aprile 2010

Risotto con i carletti (Silene vulgaris)

"Primavera vien danzando/vien danzando alla tua porta./ Sai tu dirmi che ti porta?/ Ghirlandette di farfalle,/ campanelle di vilucchi,/ quali azzurre, quali gialle;/ e poi rose, a fasci e a mucchi." Angiolo Silvio Novaro


Carletti è il nome in dialetto vicentino dell'area cittadina e limitrofa dei giovani virgulti prima della fioritura della Silene vulgaris, utilizzati da sempre nella cultura popolare per minestre, risotti, pasta ripiena e non, frittate. Altrove sono chiamati s-ciopeti, strigoli, capusseti...
Chiare spiegazioni e belle foto su questa pianta le potete trovare qui e qui.

Comunque sia sono buoni, sono spontanei, quindi più "biologici" di così non si può, (oddio so che qualcuno ha messo in commercio le sementi e vengono qua e là coltivate, ma mi sa che è un fenomeno raro) e fanno un sacco bene, perchè essendo erbe spontanee sono particolarmente ricche di minerali.
In più ieri sera e per i prossimi mercoledì vado a sentire e vedere questa serie di seminari, quindi in questo periodo sono fiondatissima con le vecchie ricette "contadine".

A dire il vero, più che il risotto una volta si facevano i risi e carletti, cioè una via di mezzo tra il risotto e la minestra di riso, in cui il riso si insaporisce nelle erbe soffritte con un po' di scalogno o di cipolla e poi vi si aggiunge il brodo in quantità tale da ottenere la consistenza del risotto e quindi non brodoso.
Io mantengo l'insaporitura del riso nelle erbe stesse, ma poi lo cuocio con il brodo aggiunto man mano come un vero risotto.
Se trovate le erbe, voi fate come preferite. Poi decidete la versione che vi piace di più.




Ingredienti

per 4 persone

- 300 g di vialone nano
- 2 mazzetti di carletti (circa 150 g)
- 1 scalogno
- 40 g di burro
- 40 g di grana grattugiato
- 1 bicchiere scarso di vino bianco
- olio q.b.
- sale e pepe
- brodo vegetale q.b.




Preparazione

Procurarsi i carletti, raccogliendoli nei campi, se si riconoscono, o acquistandoli dai fruttivendoli molto forniti (almeno in questa zona è possibile reperirli anche nei negozi).



Pulirli, staccando il ciuffo apicale e le foglioline laterali dei verticilli inferiori, più o meno come si farebbe con un gambo di prezzemolo.
Mettere a bollire il brodo.
Se le foglie sono piccole si possono lasciare intere, altrimenti tritarle grossolanamente.
Affettare a velo lo scalogno e metterlo a imbiondire in un cucchiaio d'olio caldo. Aggiungere quindi i carletti, salare, pepare e farli appassire brevemente.
Aggiungere quindi il riso, e farlo tostare. Sfumarlo con il vino e fare evaporare.
Aggiungere il brodo bollente progressivamente a mestoli. Continuare ad aggiungere il brodo fino a portare il riso a cottura.
A cottura ultimata, mantecare con il burro e il grana.
Servire dopo brevissimo riposo.



Se volete stamparvi al ricetta, qui c'è il link

3 commenti:

mogliedaunavita ha detto...

belle informazioni e ricetta diversa dalla mia posso linkarti alla fine del mio post sugli stridoli? grazie. silvia

Andras ha detto...

i carletti come li fai li fai sono sempre ottimi, però nel risotto....niente vino, li ubriachi poareti!! :-))
Un abbraccione!! Silvy

Cristina B. ha detto...

@ silvia, ma certo che sì; anzi grazie a te

@ silvy, no che non si ubriacano, anzi! non metto sempre il vino nei risotti ma trovo che in alcuni casi- come questo - sia fondamentale epr esaltare i profumi erbosi o contrastare le note amarognole di alcune erbe