domenica 31 ottobre 2010

Un piccolo peccato di vanità: quiche cristina

"Une ivresse belle m'engage/ Sans craindre même son tangage/ De porter debout ce salut/ Solitude, récif, étoile/ A n'importe ce qui valut/ Le blanc souci de notre toile." S. Mallarmé


Le mie figlie amano la frittata, ma non la MIA frittata. Quella di scuola, un cubettone cotto in forno, alto un paio di centimetri più o meno spugnoso, a volte col prosciutto a volte nature.
Solo che fare una frittata così alta per noi è una complicazione: non tanto per la preparazione e la cottura, quanto per il risultato finale che è sicuramente ben diverso dalle infornate di frittata per centinaia di bambini.
Ma ogni tanto un ovetto nella dieta ci sta bene, anche perchè avendo 4 o 5 pasti alla settimana senza la carne, qualcosa per variare ce lo devo pur inserire! Altri modi di cottura non hanno molto apprezzamento ed è meglio proporli di rado. Quindi il problema di una frittata ogni tanto si pone.

Ma "La c'è la Provvidenza!" anche per le piccole quisquilie quotidiane. Così un giorno per puro caso assaggiano la quiche lorraine (o forse vosgienne, visto che quella col formaggio dovrebbe essere quella). Ed è amore a primo assaggio, perchè è come la frittata di scuola, ma più buona (e te credo).
Solo che, capperi!, è un po' pesantuccia, mica la si può mangiare con liberalità e frequenza...
Bisogna studiare un modo per alleggerirla, anche solo un pochino.

E girala, rivoltala, ecco che ne esce fuori la quiche cristina (con l'accento sulla A, naturalmente) la mia libera, liberissima interpretazione di quella lorraine (o vosgienne?), con un sapore euna consistenza molto vicino all'originale; o er lo meno così pare visto il successo che riscuote ai alati under 15, ma anche over 40. Non è proprio leggerissima, ma un po' meno tosta dell'originale sì e la si può ammanire giusto con cadenza maggiore e con somma gioia dei convitati.


Quiche Cristina

Ingredienti

per la base
pasta brisée fatta con questa ricetta o con una a vostro piacere

per il ripieno

100 g di ricotta, meglio se di bufala
200 g di panna di soia (attenzione! alcune sono idrogenate: evitatele)
150 g di prosciutto cotto di Praga tagliato spesso
100 g di grana o pecorino grattugiato
4 uova
sale e pepe q.b.



Preparare la pasta brisée secondo le indicazioni o secondo le vostre abitudine. Una volta lasciata riposare in frigo stenderla in una sfoglia alta circa 3 mm e foderare uno stampo da crostate rivestito di carta forno.
Preriscaldare il forno (meglio se ventilato) a 200°. Bucherellare il fondo della pasta con la forchetta.
Tagliare a listarelle o a dadini il prosciutto cotto di Praga e distribuirlo sul fondo della pasta brisée.
In una ciotola sbattere le uova con un po' di pepe. Aggiungervi, sempre sbattendo, l panna di soia il formaggio grattugiato e la ricotta. Regolare di sale, se serve.
Versare il composto nel guscio di pasta.
Infornare e cuocere per circa 25 minuti o fino a che la superficie è leggermente brunita.
Sfornare, far intiepidire e portare in tavola.


Per una versione stampabile della ricetta basta un clic.

4 commenti:

Lo ha detto...

Cristinà!!!! La vanità in questo caso è davvero perdonata.....ha un aspetto strepitoso...fantastica e buona! un bacione

Gialla ha detto...

Anche io amo questo tipo di "frittate-quichate"!
Brava Cristina :)

Cristina B. ha detto...

vi rispondo con un occhio alla pioggia...
@ lo, la necessità aguzza l'ingegno; le uova fan bene e si trova la soluzione
@ ornella, grazie, pare che anche i miei mostri le amino; magari poi ci ficcherò dentro verdura, per vedere se funziona pure quella ;-)

MMM ha detto...

ma che delizia!! e ci siamo innamorate del tuo blog cara..
passa a trovarci =)
www.modemuffins.blogspot.com
baci!
MMM