lunedì 22 novembre 2010

Per rinfrancare lo spirito tra una piena e l'altra: torta con crema di ricotta

"Fin dalle alte valli oscure/ ribolle il fiume/ denso di detriti e fango e mulinelli./ Tracima gli argini,/ scompone le rive" L. Falchero - Fiume in piena



Purtroppo non sto scherzando. É dal primo di novembre che qui si vive sul chi va là, ogni goccia di pioggia mette ansia, ogni nuvola scura sul profilo dei monti mette angoscia.
Dopo l'alluvione, siamo andati in preallarme ogni settimana, perchè il Bacchiglione ad ogni pioggia si gonfia e s'ispessisce di fango limaccioso e sinistro, perché i terreni saturi d'acqua non ne trattengono più una goccia e su nell'alta pianura e alle pendici dei monti fango e detriti scivolano a valle...
Io non sono andata sotto acqua, sono rimasta fuori per 150 m, ma mi per precluso l'accesso al centro, a meno di non andare in barca prima e di veleggiare sulla melma poi. La scuola delle mie figlie è stata devastata, sopratutto la parte della scuola dell'infanzia, più verso la riva e nel punto basso della via. Tuttora la mattina mi fa molta specie passare di fianco ai muri delle dove il segno dell'acqua mi arriva alla fronte (è vero che sono una tappetta di 1 metro e 60, ma 155 cm di acqua e fango non piacciono a nessuno) e supera quello dell'alluvione del 1966 di una buona spanna...
L'unica cosa bella è stato quell'esercito di "angeli del fango", che non solo a scuola, ma in tutta la città, ha voluto lavorare perché ciò che era bello ritornasse ad esserlo.

Allora dedichiamo a loro, come grazie e come rinfrancamento questa torta, la cui ricetta ho "sottratto" a una delle pasticcerie più colpite.

Nei miei ricordi c'era la bontà questa torta, must di una pasticceria locale vent'anni fa; sognavo di riprodurla, ma nessuna delle ricette che ho provato si avvicinava alla consistenza di questa. Tutte ricordavano più la crema pasticcera o un budino, mentre la crema di questa è sofficissima e sa soprattutto di latte.

Allora, sfruttando l'amicizia con il figlio del pasticcere in questione, ho cercato di rubarne il segreto... è stato più facile di quel che credessi (anche perché pure lui lo rubò ad un pasticcere chioggiotto)! Chiaramente ho riadattato le dosi per una preparazione casalinga, perché nessuno di noi ha la loro produzione.
La torta originale prevede una base di pan di spagna o meglio ancora di pâte gènoise, scavata e farcita con la crema. Una volta cotta con questa, assume una consistenza di biscotto morbido. Per semplificare in un'unica cottura la preparazione (e perché io non amo l'uso abbondante delle uova, benché la loro base sia buonissima), con il mio amico pasticcere abbiamo convenuto che una base tipo frolla montata si prestasse altrettanto. E in effetti il risultato è stato molto soddisfacente.
Il mio amico non monta le uova separando tuorli e albumi, ma lui utilizza dosi "industriali" che facilitano l'operazione. Nella versione casalinga è meglio utilizzare questo escamotage, a meno di non possedere una buona planetaria che permetta tale operazione a livelli superiore.
La finitura originale prevede la stesura un leggero strato di crema di burro sulla superficie, per coprire le irregolarità e le fessurazioni che naturalmente si formano, e quindi lo spolvero di zucchero a velo. Chi volesse provare la versione originale ha dunque le indicazioni per farla.

Io in ogni caso l'ho fatta così.


Ingredienti
per una tortiera da 28 cm
per la base
500 g farina autolievitante
300 g zucchero
200 g burro morbido
2 uova
1 pizzico di sale
per la crema di ricotta
350 g di ricotta morbida setacciata
300 panna
2 uova piccole
300 zucchero

zucchero a velo




Procedimento

Preparare la base, montando il burro a crema fino a che risulti un composto spumoso.
Aggiungervi lo zucchero continuando a montare.
Aggiungervi le uova, quindi la farina setacciata e lavorare fino ad avere un impasto omogeneo.
Con una sac à poche o un cucchiaio, stendere l'impasto sul fondo della tortiera in modo uniforme. Far risalire leggermente l'impasto lungo i bordi.
Mettere il tutto in frigorifero.

Preparare la crema di ricotta, separando i tuorli dagli albumi.
Lavorare a lungo i tuorli con lo zucchero (suggerimento: metterne un po' per volta man mano che si monta, facilita l'operazione), come per un pan di spagna, fino a che il composto è spumoso e chiaro.
Aggiungervi delicatamente la ricotta setacciata. Montare a neve ferma gli albumi e aggiungerli delicatamente al composto.
Montare la panna finché sia soda e aggiungere anch'essa al composto.
Versare la crema sulla base della torta, uniformandola senza batterla troppo.
Cuocere in forno già caldo a 180° per 50-60 minuti fino a che la superficie sarà leggermente dorata.
Spolverizzare di zucchero a velo.




Per stamparsi la ricetta, si può cliccare qui.

5 commenti:

Lo ha detto...

è vero...biogn atrovare il modo di rinfrancarsi in certe situazioni....e la tua torta è un simbolo buono e sincero....vi penso con tutto il cuore

Saretta ha detto...

Un abbraccio pieno di speranza, coraggio!

Cristina B. ha detto...

grazie ragazze... un bacio :-*

Rosetta ha detto...

mamma che buona !
Mandi

Cristina B. ha detto...

Rosetta, credimi, è molto più di buona... ciao!