mercoledì 3 febbraio 2010

Con i karateka ci vuole passione. Baci(oni) di dama

"Da mi basìa mille, deinde centum,/ dein mille altera, dein secunda centum/ deinde usque altera mille, deinde centum./ Dein, cum milia multa fecerimus,/ conturbabimus illa, ne sciamus,/ aut nequis malus invidere possit,/ cum tantum sciat esse basiorum"* Gaio Valerio Catullo


Non basta festeggiare coi compagni di classe. Dove li mettiamo quelli di karate, quelli con cui si condivide una passione? Anche loro devono brindare alla salute di una tenace cintura gialla!

E che si fa per i karateka, tenuto pure conto che mica possono tagliare torte con un fendente? Anche qui bisogna pensare a qualcosa di precedentemente suddiviso in eque porzioni, che piaccia a tutti, possibilmente...
Già da spionistiche informazioni subsegrete si era appreso che a una cintura arancione di ridotta statura piaceva solo un certo dolce di limone confezionato di una ben nota marca. e rifiutava categoricamente, senza previo assaggio altri dolci. Questo non ha frenato la sottoscritta che ormai aveva in testa un progetto e lo doveva portare a termine, a dispetto della diseducazione alimentare.

Era tanto che volevo riprendere la preparazione dei baci che facevo anni fa, prima di sposarmi (e quindi più di sedici anni...) a quella che allora era casa mia. Ma la ricetta era rimasta seppellita negli anfratti degli appunti di cucina che mia mamma si è gelosamente conservato, pur essendo totalmente consapevole che mai più si sarebbe cimentata in una simile impresa, fuori dalle sue ordinarie misure di dolcificazione.

Telefonare e farsi dettare era impresa ardua e complicata. Però io sono dotata di una biblioteca culinaria mostruosa, forse troppo, dove ricette di baci abbondano e confondono.
Alla fine sono approdata a una che ben due libri - di solito molto attendibili, riportavano e che quindi appariva di quasi certo successo. Ahimé! non fu esattamente così...
Cioè... pur seguendo letteralmente le dosi e il procedimento descrittovi, sono risultati dei baci di sapore ottimo, ma di aspetto inadeguato (troppo cotti, troppo screpolati e troppo poco tondi) e di misura esagerata (la dimensione finale era quella di un bel bigné). L'unico decente, che in foto non appare è quello modellato con uno scavino dai resti di impasto, che è venuto di dimensione e aspetto adeguati, ma nel vassoio e nella foto non c'è.



La ricetta è da perfezionare. Anzi è da recuperare quella di sicura riuscita che giace inutilizzata nella mia casa paterna.


Vabbè! Pazienza...
Ho preparato piuttosto insoddisfatta il vassoio da consegnare alla Puzzola maggiore e ho atteso un responso, che mi aspettavo di medio livello.
Invece non solo i baci(oni) sono stati voracemente spazzolati da karateka e mamme presenti, ma la cintura arancione tortaallimoneconfezonatadipendente ne ha mangiati tre (sotto pressante invito Puzzola cintura gialla che ha imposto l'assaggio del lavoro materno prima del rifiuto). Anzi le mamme hanno comunicato via "recuperatore karateka" (alias papà Puzzolo) di comunicare alla cuoca che erano decisamente molto buoni. Il recuperatore ha fatto presente che la cuoca era insoddisfatta del lavoro e questo ha turbato un po' le assaggiatrici che avevano difficoltà a capire come la cosa fosse possibile.

Recupererò la ricetta perduta e farò dei baci seri...


Comunque sia, vi passo la ricetta così come si trova sui libri e come l'ho eseguita.
Se mai qualcuno provandola ottenesse baci di dimensione adeguata, meno screpolati e più arrotondati, mi faccia sapere, che ci riprovo, magari con trucchi e suggerimenti sulla diversa lavorazione.



Baci(oni) di Dama

Ingredienti

250 g di di nocciole o di farina di nocciole
250 g di zucchero
250 g di farina
250 g di burro
150 g di cioccolato fondente




Procedimento

Se non si dispone della farina, frullare le nocciole spellate con un frullatore o un mixer con lo zucchero e tritare fino a che non è ridotto il tutto a polvere finissima.
Mescolare in una ciotola la farina di nocciole zuccherata con la farina bianca.
Metterle in una spianatoia e unirvi il burro morbido e impastare come una pasta frolla.
Formare con l'impasto dei cilindri di circa 2 cm di diametro da cui tagliare del cilindretti di circa 2 cm di spessore, che andranno presi tra le mani e modellati a forma di pallina (che avrà circa le dimensioni di una noce). Disporle a una certa distanza l'una dalle altre su una placca da forno rivestita di carta-forno.
Infornare in forno già caldo a 170° per circa 15- 20 minuti.
Sfornare e lasciare raffreddare.
Nel frattempo, sciogliere a bagnomaria il cioccolato spezzettato, mescolandolo finchè sarà liscio e lucido.
Con un cornetto di carta, spremere una grossa goccia di cioccolato sulla parte piatta di un mezzo bacio e sovrapporvi l'altra metà. Lasciare solidificare.

* per chi non conosce il latino
Tu dammi mille baci, e quindi cento,/ poi dammene altri mille, e quindi cento,/ quindi mille continui, e quindi cento./ E quando poi saranno mille e mille/ nasconderemo il loro vero numero,/ che non getti il malocchio l’invidioso/ per un numero di baci così alto.
(traduzione di Salvatore Quasimodo)

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