sabato 16 aprile 2011

La fitoalimurgia non è uno sport

"La Peppina fa il caffè/ fa il caffè con pepe e sale/ l’aglio no, perché fa male/ l’acqua sì, ma col ptrolio/ insalata, aceto e olio/ quando prova col tritolo/ salta in aria col caffè…" Martucci - Anelli


Mi sono resa conto che io parlo di erbe spontanee e le uso, e magari invoglio qualcuno a provare. Oppure ci sono persone che in bilico tra la moda e la voglia (mi veniva "mania" ma era eccessivo) del naturale, del "sano perchè naturale", si danno alla raccolta di erbe con conoscenze minime o empiriche, basate magari sulla lettura di qualche libro con alcune figure.
E questo è pericoloso. Può esserlo davvero moltissimo.
Le persone anziane che raccoglievano erbe per integrare una dieta povera, le conoscono e le riconoscono. La pratica fatta fin da bambini e con costanza, i trucchetti che i nonni insenavano li aiutavano.
Inoltre alcune piante raccolte, anche se vagamente tossiche, venivano comunque mangiate perchè la scelta era tra un brutto mal di pancia e la fame...
Per noi moderni animali di città (anche se si vive in campagna lo si è: chi non ha elettricità, acqua corrente e telefono??) abbiamo spesso perso questo patrimonio orale e ci diamo all'hobbistica.
Si può essere bravi in qualcosa per hobby, ma non si può mettere in pericolo la vita propria e altrui per il diletto o per "passione del naturale".

A tal proposito, vi consiglio di scaricarvi questo bel pdf del centro antiveleni di Niguarda. É semplice, ben fatto e soprattutto mette in chiaro quanto può essere pericoloso improvvisarsi raccoglitori di erbe spontanee.
Riportiamo da qui la definizione e un chiarimento sulla fitoalimurgia.
La raccolta di piante spontanee per scopi alimentari prende il nome di Phytoalimurgia = Fitoalimurgia, che letteralmente significa “alimenti vegetali spontanei raccolti dall’uomo in momenti di carestia”. La Phytoalimurgia, ai nostri tempi, è un passatempo di moda, come se fosse una novità. Nella società attuale, la fitoalimurgia riveste ruoli ben diversi rispetto a quelli del passato: non più necessità alimentare, ma puro interesse per i prodotti naturali. Le corrette conoscenze fitoalimurgiche, se proficuamente indirizzate alla conoscenza della flora e della vegetazione, renderebbero possibile l’individuazione e la conservazione dell’enorme potenziale genetico (germoplasma) delle specie spontanee. In molti casi, invece, le presunte conoscenze botaniche fanno della fitoalimurgia una certezza volta all’utilizzo alimentare di piante ritenute alimentari, che invece purtroppo talvolta provocano casi di intossicazione, anche mortale.
Solitamente è la primavera la stagione in cui più frequentemente le persone si dedicano alla raccolta delle piante spontanee per scopi alimentari, anche per la radicata convinzione che consumando tali vegetali potrebbero “depurarsi” oppure “depurare il sangue”. Ricordiamo che la “depurazione” non esiste come attività biologica e/o farmacologica, non ha nessun riscontro in letteratura, è solo un modo di dire e di pensare certamente errato e fuorviante.
Quello che vogliono dire è molto semplice. Non tutti hanno le conoscenze per andare per campi a raccogliere le erbe spontanee. Bisogna limitarsi a ciò che si conosce davvero benissimo, altrimenti si rischia di far danni, perché ben che vada ci si può intossicare.
E non basta basarsi sulle foto: le foto non danno l'idea delle dimensioni, della consistenza, dell'esatta rugosità o pubescenza degli organi vegetali. Bisogna conoscere dal vero e davvero.

Per esempio:
queste foglie

e queste altre

vi possono sembrare molto simili. Non lo sono, ma se ci basa sulle foto...
Di entrambe queste piante si raccolgono i getti. Di una non san da nulla, sono eduli ma insipidi. Dell'altra è sconsiglabile mangiarli, anche se alcuni o fanno, ma si tratta "di una pianta che ha proprietà emetiche (provoca il vomito) ed irritante le mucose intestinali,[...] e un uso alimentare non è esente da rischi che possono essere molto gravi." (dal libretto di cui sopra)

E questi getti?


sinceramente, li distinguete dalle foto?
Io sì (una foto è pure mia) , ma solo perché conosco dei piccoli particolari che me lo permettono (soprattutto tra la seconda e la terza, similissime). Sono tre piante diverse. Eppure cercandole nel web, le ho trovate spesso confuse e scambiate l'una con l'altra in vari blog e siti di cucina. Ma mentre la prima è buona, anzi fa bene, le altre due son tossiche. Le mangiano. Per fortuna non sono mortali ai dosaggi culinari e un po' le tossine sono termosensibili. MA (scritto maiuscolo apposta) i dosaggi dei componenti vegetali non sono costanti nelle piante, dipendono da un sacco di fattori (per questo anche con la fitofarmacopea bisogna andare cauti anzi cautissimi, anzi - se si è autodidatti - meglio lasciar perdere). Una volta, due volte, tre, può andar bene, ma non è detto che succeda sempre.
Per la cronaca i primi sono i getti dell'Humulus lupulus (luppolo - bruscandoli, brunscansi, luvertin, luvertis...), i secondi della Dioscorea communis (Tamus communis) (tamaro) che contiene saponie irritanti e i terzi della Clematis vitalba (vitalba, vitalbini) che per fortuna nei getti contiene pochi alcaloidi, però alcune persone sono sensibili più di altre o sono più minute (più piccole, più giovani) e quindi bastano dosi minori...

I getti sono sempre molto simili, per questo solo chi conosce bene gli altri elementi è in grado di distinguere le piante.
Dai fiori, per esempio

fiori maschili e femminili del luppolo

fiori della vitalba

fiori maschili e femminili del tamaro

oppure dai frutti

luppolo

vitalba

tamaro (velenosissimi)

Peccato che quando si raccolgano i getti, non ci siano (potrebbe esservi qualche residuo disseccato nella vitalba).

Insomma, alla fine della storia, andateci piano con le erbe, anche se io (e altri) le uso e metto anche le ricette. Altrimenti, anche se mille volte vi può andare bene, rischiate di fare la fine della Peppina, quella del caffè...




nota: le foto di questo post provegono da vari siti web
www.fungoceva.it
www.universocucina.com
lafelicestagione.blogspot.com
www.sopravvivenza.net

se fosse necessario sostituirle, fatemelo sapere che sono disponibilissima