giovedì 20 gennaio 2011

Focaccia di Chieri

"Già as sa che chi a pensa ai piemontèis/ai cobia con un tupin ëd bagna càuda,/mistura ‘d lait e aj, piat dij nòsti rèis/che a spussa ‘l fià e ‘l bon-imor a aussa." A. Comollo - Card e Piatlin-i


Forse l'ho già detto, ma io non sono di qua. No non sono un'extra-terrestre, anche se a volte si potrebbe credere. Non sono di qua dove abito, intendo.
I miei sono nativi e di lontane radici venete, vicentine e veneziane. E sono cresciuta comunque con tradizioni culinarie loro.
Ma sono stata "contaminata" dalla mia nascita torinese e dalla mia residenza al di qua e al di là delle colline della capitale sabauda, prima Cambiano, nei pressi di Chieri, poi a S. Benigno Canavese, all'ombra del monastero che accolse Re Arduino. Sono stata importata nel Nordest, quasi grande e quindi la contaminazione è stata importante e significativa...

Questa focaccia fa parte del bagaglio contaminato.
Ê la focaccia della domenica nelle zone comprese tra quelle colline che preludono all'astigiano.
Là nessuno - o forse qualche pazzo maniaco dell'home made ad ogni costo... - la fa in casa, perchè è comunissima dai panettieri, come anche i torcetti o i grissini rubatà.
In effetti il forno professionale la brunisce di più e la caramella meglio. Ma ciò non toglie che il profumo e il sapore sia quello... Sa... sa di pane, burro e zucchero, la merenda "nordica" più semplice e buona. Perché è così, semplicissima, ma buona come solo le cose semplici semplici lo sono.

Farla e mangiarla mi ha portato indietro di trent'anni. Il che è bello, ma sottilmente triste, perché ci si rende conto del tempo passato...

In ogni caso grazie a Titty, WM di Kucinare.it per avermi dato la possibilità di farla e di ritrovare il sapore e il profumo di quando ero bambina e farmi avere ancora per qualche istante 10 anni...






Ingredienti

80 g farina manitoba
270 g farina 00
60 g zucchero
180 g latte
30 g acqua
110 g burro
3/4 cucchiaino sale
7 g lievito fresco





Procedimento
Impastare tutti gli ingredienti, eccetto il burro.
Dopo un paio di minuti, quando inizierà a formarsi una palla di impasto, aggiungere il burro a pezzetti, in 3 o 4 riprese.L'impasto deve essere molto morbido.

Lasciar lievitare in luogo tiepido fino al raddoppio.

Stendere l'impasto in una teglia bassa da circa 30 cm: va benissimo una teglia da pizza. Lasciar lievitare, sempre al caldo, ancora per 30-40 minuti.

Preriscaldare il forno a circa 220 gradi. Cospargere di zucchero la superficie della focaccia e infornare. Cuocere per 12-15 minuti, o finché la focaccia sia ben dorata e lo zucchero leggermente caramellato.

Lasciar raffreddare su una gratella.





Versione stampabile della ricetta oppure il pdf da salvare...

martedì 11 gennaio 2011

Tagliata al Nero d'Avola

"Vino color del giorno,/ vino color della notte,/ vino con piedi di porpora/ o sangue di topazio,/ vino, stellato figlio/ della terra, vino, liscio/ come una spada d’oro,/ morbido come
un disordinato velluto" P. Neruda - Ode al vino


Torno sul luogo del delitto, per completare pian pianino il menu della famosa serata, che è stato comunque molto gradito (e vorrei ben vedere!)

Il secondo rappresenta sempre una difficoltà: l'ideale sarebbe fare pesce, ma una parte gradisce più i crostacei (a cui io sono allergica e che per chi ha problemi di colesterolo non rappresentano il top) e quindi evito. Con la carne, per fortuna, me la cavo; ma scegliere bestia, taglio e ricetta è comunque una lotteria, soprattutto perché le carni più adatte non sono graditissime ad alcuni - tanto per cambiare...

Sono perciò approdata ad una ricetta minimalista ed essenziale. Resta in ogni caso una ricetta elegante, benché semplice e facile. Questo aspetto però può rivelarsi un'arma a doppio taglio, perché richiede ingredienti di ottima qualità e - in questo caso soprattutto - tempi di cottura corretti.
Se non vi fidate del vostro occhio, ricorrete alla tabella (se disponete di termometro da cucina, ovviamente)


Minimalista la scelta, minimalista l'introduzione. Perciò ecco subito la ricetta.


Ingredienti
per 6 persone
un cucchiaio di olio e.v.o.
sale aromatico misto di erbe per carne
due bicchieri di Nero d'Avola


Procedimento

Pulire la carne da eventuale connettivo e, se è la parte larga del taglio, dividerla a metà per lungo. Distribuire sulla carne il sale aromatico e con le punte delle dita unte di olio, massaggiarla in modo uniforme. Farla riposare in frigo per mezz'ora circa. In una larga padella antiaderente caldissima, cuocere la carne tre minuti per lato.
Toglierla dal fuoco e metterla su un tagliere, coperta con un foglio di carta di alluminio. Mentre la carne riposa, versare nella padella il vino e rimettere sul fuoco.
Far restringere a fuoco medio il fondo di cottura finché diventa sciropposo e si riduce di circa la metà.
Se nel frattempo la carne ha rilasciato liquidi, aggiungerli al fondo di cottura e cuocere ancora qualche secondo.
Tagliare la carne a fettine sottili, disporla sui piatti scaldati in forno (o passati velocemente nell'acqua calda e asciugati) e napparla col fondo di vino. Servire subito.




Per stamparla o per salvarla in pdf...