sabato 26 marzo 2011

Tredici anni sono nulla e sono tutto

"Ed io pensavo : Di tante parvenze/ che s’ammirano al mondo, io ben so a quali/ posso la mia bambina assomigliare./ Certo alla schiuma, alla marina schiuma/ che sull’onde biancheggia, a quella scia/ ch’esce azzurra dai tetti e il vento sperde;/ anche alle nubi, insensibili nubi/ che si fanno e disfanno in chiaro cielo;/ e ad altre cose leggere e vaganti." U. Saba - Ritratto della mia bambina


foto dal web

Non è stato oggi, ma due mesi fa, ma vi ho detto che sono in ritardo con post e ricette (io che nella vita, negli appuntamenti, tendo ad essere in anticipo!)

In ogni caso era un fagottino di neppure tre chili ed ora è alta come me. Viene ancora in braccio ogni tanto a coccolarsi, anche se non sta più in un grumetto...
Sono un po' presa tra la nostalgia e l'orgoglio di una donna in fieri, intelligente, brillante, seria, buona e, perché no, graziosa.

Non ha chiesto grandi regali (libri o qualcosa da vestire) nè feste. Solo un po' di dolci da portare a scuola la mattina e qualcosa di salato per i karateka la sera. Non è così difficile accontentarla...

Per i compagni abbiamo replicato i brownies e fatto i baci di dama, con una nuova vecchia ricetta.


La ricetta dei brownies è quella dell'altra volta, ho solo avuto cura di spezzettare le noci a mano e così son rimaste più grossolane, ma sicuramente più piacevoli.
Per i baci invece ho recuperato la ricetta a casa di mia mamma, quella che facevo anni annorum fa e che dà risultati pressoché perfetti, senza spiccicarsi o crescere troppo come mi è capitto con quella provata l'anno scorso: indubbiamente buona, ma esteticamente non molto.
Vi metterò presto la ricetta.

Per il salato siamo andati di biscotti ai pomodori secchi e olive,

di cui metterò anche qui prossimamente la ricetta, anche se è ancora da perfezionare; poi ci sono stati i cornetti di finta sfoglia con semini di sesamo e classicissime pizzette



La ricetta dell'impasto dei primi la trovate in giro per iùl web, ma quella che ho usato io è quella di Adriano, mentre le pizzette son quelle delle Simili.

Per ora accontentatevi così, poi le ricette che ho promesso (e manterrò, non temete).

sabato 19 marzo 2011

Cocotte di pere e fichi caramellati in crosta

"Il miele è l'epopea dell'amore,/ la materialità dell'infinito./ Anima e sangue dolente di fiori/ condensati attraverso un altro spirito." F. Garcia Lorca - Il canto del miele


Ultimo atto sul luogo del delitto, lo svolazzo sulla firma dell'assassino....
Me ne stavo quasi per scordare...

L'ultima disperata ricerca di una conclusione di menu difficilissimo, un dolce buono, abbastanza leggero ("Un dolce light è tale perché siccome non è buono... si smette di mangiarlo subito" - Igino Massari) e che facesse la sua figura.
Ero perplessa, ma mi sono buttata su questa libera interpretazione di crumble e mi è andata bene, anzi benissimo.

Il dolcetto era abbastanza sfizioso da attrarre, abbastanza semplice da non spaventare chi aveva solo giusto un angolino, abbastanza leggero da concedersi il peccato. E per quel che mi riguarda, abbastanza elegante da poter concludere una bella cena.

Insomma un colpo al cerchio e uno alla botte. Ed è andata bene a tutti, per la gioia mia e dei commensali.

Chiaramente, giusto per il nostro amico, per l'occasione ho usato burro senza colesterolo. Ma è chiaro che con un profumato burro di malga (che poi non è così tanto, il peccato si può fare) la cocottina sia ancora più profumata e gradevole.





Ingredienti
per 6 persone

6 pere sode e mature 6 fichi caramellati
6 cucchiai di sciroppo dei fichi stessi
150 g farina autolievitante (oppure 150 g di farina 00 e 1 cucchiaino di lievito) 75 g zucchero
75 g burro morbido
2 cucchiai di latte



Procedimento

Sbucciare tagliare a pezzi le pere e distribuirle una per cocotte. Tagliare a pezzi fichi e aggiungerli alle pere.
Aggiungere alla frutta fresca e caramellata un cucchiaio di sciroppo dei fichi e mescolare bene per distribuirlo.

Preparare con la farina, lo zucchero, il burro e il latte un impasto un po' grossolano, che andrà diviso in sei parti e distribuito a pezzi, come un coperchio copra le cocotte.

Infornare in forno già caldo a 200° statico (ma si può usare anche il forno, ventilato portando la temperatura a 180°) per una ventina di minuti o fino a che il coperchio di pasta non risulti cotto e dorato al giusto punto.

Servire tiepide, volendo con un po' di panna acida o di panna e yogurt denso mescolati in parti uguali (io l'ho fatto e la cosa è stata apprezzata).




La versione stampabile della ricetta, oppure il pdf

sabato 12 marzo 2011

Tanto per variar... torta sorprendente all'arancia

"A somiglianza tua,/ a tua immagine,/ arancia,/ si fece il mondo:/ rotondo il sole,/ circondato per spaccarsi di fuoco" P. Neruda - Ode all'arancia


Mi sono accorta che ho un bel po' di roba in archivio da pubblicare e qualcosa è pure molto vecchio (per fortuna va bene sempre....)!
Ma devo mettermi a elaborare con calma, quindi abbiate pazienza.

Altra cosa strana è che ho un sacco di dolci: io ne faccio pochi, perchè già io rotondeggio notevolmente di mio, se mi metto pure a sciorinare dolci ogni tre per due devono rinforzare il pavimento. E poi vorrei evitare il lievitare del resto della famiglia (per due mi sa che è difficile, ma la figlia maggiore ha preso un po' da me, meglio educarla bene sotto questo profilo).

Comunque oggi vi propongo una variazione sul tema, una ricetta già fatta ma un po' cambiata, per ottenere un risultato un po' diverso.

Ho rifatto questa torta, farcendola e decorandola con un altro sapore che a detta dei più è un connubio eccezionale: arancia, che si sposa col cioccolato.

L'impasto della torta è lo stesso, solo che - come mi ero ripromessa - ho diviso l'impasto in due tortiere (da 22 però, che la volevo un filino più alta). La cosa è risultata positiva, visto che l'impasto è morbido e non facile da tagliare orizzontalmente.

Non è stato necessario bagnare le due parti, perchè la torta è umidina di suo. Questo non toglie che si possa, volendo, bagnarla con cointreau o, se è per bambini, con uno sciroppo al succo d'arancia, però non è fondamentale.

Al posto della ganache al centro, ho fatto una crema all'arancia utilizzando succo e - non arricciate il naso, non cadete per terra, non svenite... - il preparato per crema pasticcera (ho quindi sostituito il succo in quantità un po' più ridotta , al latte) Non è una cosa strana, è solo zucchero e amido modificato che gelifica a freddo se aggiunto di liquidi. É colorato con curcuma - giallo - quindi non contrasta col succo d'arancia. Questo mi ha permesso di avere il sapore del succo "crudo" e non alterato da una cottura. Ci ho aggiunto un paio di cucchiai di panna montata, tanto per dare sofficità e ariosità alla crema.

Ho ricoperto la torta con una ganache fatta con 100 g di cioccolato fondente e 50 g di panna montata, quindi un po' più sostenuta della norma.

Infine ho decorato con fette di arancia non trattata caramellate (messe in padella con un paio di cucchiai di zucchero di canna, finché lo zucchero stesso non si è caramellato e le fette son diventate lucide.

La foto della fetta non ce l'ho. La torta l'ho regalata alla mia vicina per il suo compleanno, mica potevo affettarla per pseudo-motivi artistici!

Questa non è una ricetta vera e propria, ma piuttosto un'idea, una rielaborazione personale da cui prendere spunti. Ve la lascio così....



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sabato 5 marzo 2011

Vita ed intrecci... Treccia Bertelli my way

"Trame di vita/ intrecci/ tra pianeti,/ il cui lento vagare/ aveva portato lontano./ Ora,/ l'uno per l'altro/ sorge/ e li bagnano/ scintille di rugiada" Trame - autocit.

Ogni tanto sparisco, ma non è perché non cucino, anzi.

In questo momento sono impegnata con la scuola, non come insegnante, ma come genitrice rappresentante. É impegnativo, ma lo faccio volentieri.

Ma non è solo per quello che latito. In realtà, forse l'ho già detto, non mi interessa pubblicare sempre e per forza. Non trovo necessario che tutti i patti che faccio finiscano in successione nella mia macchina fotografica, nel mio stomaco e sul blog.
Mi piace farlo quando sono interessanti.
E mi piace scriver quando ho qualcosa da dire.

Questo vale anche per i foodblog che leggo, principalmente via feed.
Vi leggo, state tranquilli. Ma se non commento non è perché ricetta non mi piace. Oddio... potrebbe anche essere, mica a tutti deve piacere tutto! Però, in genere, commento solo se mi sento. Non certo per dire "oh che bella! che brava!". Mi sentirei stupida e penso che tratterei pure da scioccherella pure la persona...

Perchè per me la comunicazione deve essere utile e costruttiva. Vengono già dette tante parole inutili, non mi va di aggiungerne altre.
Vero così che forse così queste relazioni, questi intrecci si allentano. Ma forse è meglio, intrecci troppo stretti possono essere troppo vincolanti o soffocanti.

Lasciatemi andare e venire quando sono.
Benchè sia una chiacchierona quando mi ci metto, ho delle fasi da orso in letargo e da lupo solitario... ma sicuramente i sentieri si intrecciano e reintrecciano.
Nella vita nessuno si perde...


E a proposito di intrecci vi lascio questi, dolci e piacevoli.

La ricetta è diffusa sul web ed "appartiene" a Marina Braito che, prima sul forum di Cucinait e poi su quello di Coquinaria, ha pubblicato questa semplice ma piacevole pasta brioche che - da quel che ho capito - è tipica della pasticceria Bertelli di Trento.

Io l'ho rifatta a modo mio, riducendo il lievito e allungando la lievitazione, nonché infarcendo le cocche della treccia con della marmellata (così non la si deve più spalmare sopra :-P).

Qui trovate la ricetta originale, così come l'ha scritta Marina.


Questa invece è la mia versione.




Ingredienti
500 g di farina 00 forte
12 g di lievito di birra fresco
2 tuorli
100 g di zucchero
75 g di burro fuso
200 ml di latte
1 pizzico di sale

marmellata di albicocche per farcire
1 po' di latte e miele per spennellare
zucchero di canna per decorare

Setacciare farina, aggiungervi il lievito sciolto in 100 ml di latte appena intiepidito, quindi lo zucchero sciolto nel restante latte intiepidito, aggiungere i 2 tuorli e metà del burro fuso. Impastare, quindi aggiungere il rimanente burro fuso con un pizzico di sale.
Continuare ad impastare fino ad ottenere un impasto piuttosto morbido.

Questa operazione può essere fatta con l'impastatrice o con la macchina del pane; nel secondo caso, mettere gli ingredienti nell'ordine stabilito dal costruttore senza scaldare il latte.

Lasciare lievitare in luogo tiepido finché impasto triplichi.

Riprendere l'impasto, stenderlo per ottenere un rettangolo di circa 60 x 30 e dividerlo in tre strisce. In ogni striscia mettere al centro con un cucchiaio un "cordoncino" di marmellata (non troppa perché altrimenti fuoriesce quando fate la treccia). Richiudere sulla marmellata la pasta e con i tre rotoli ottenuti formare la treccia, sigillando bene le estremità.

Disporre su una placca ricoperta di carta forno, spennellare con un po' di latte e miele mescolati e spolverare con lo zucchero di canna. Far lievitare per un'altra ora.
Infornare in forno già caldo a 180 gradi per ca. 20 - 25 minuti.





Per salvare la ricetta o stamparla in pdf