martedì 24 aprile 2012

Con dolcezza e forza: pasta coi cipollotti

"Generosa/ sciogli/ il tuo globo di freschezza/ nella consumazione/ bruciante nella pentola,/ e la balza di cristallo/ al calore acceso dell’ olio/ si trasforma in arricciata piuma d’oro." Ode alla cipolla - P. Neruda


Continua il  lavoro di scavo e recupero tra i miei archivi... sarò pigra! ho tutta questa roba e scrivo a salti e sprazzi! 
Però a mio favore c'è il fatto che io non fotografo tutto, ma proprio tutto quel che di nuovo (nel senso che nel blog non c'è, o che sia un po' più di normale) faccio. Potrei... ma dovrei a) ricordarmelo; b) interpellare la mia fotografa, che - a parte il sabato e la domenica - c'è solo a cena; c) sperare che quest'ultima non abbia la sua consueta fame irrefrenabile e che non si getti a capofitto sulla cena [invidiatela pure: mangia ogni due ore, e a quasi undici anni - per una altezza normale per la sua età - pesa meno di trenta chili...]. Comunque se così fosse, questo blog sarebbe ben farcito, ma così "normalmente triste"... Preferisco poco e interessante - almeno così è per me.

Vabbé. Ho comunque trovato nei miei scavi questo bel primo, fresco veloce e di stagione. 
Molto saporito e piacevole, dolce e forte allo stesso tempo.
E non abbiate timore per un incontro romantico successivo: la cipolla e tanto più il cipollotto, se ben cotto, non si ripresenta e non lascia tracce pestilenziali...


Ingredienti
per 4 persone

300 g di pasta corta tipo caserecce
4 o 5 cipollotti freschi
200 g di pomodori datterini
2 cucchiai di olio e.v.o.
un rametto di timo
sale e pepe (o se si preferisce, peperoncino) q.b.
grana padano stagionato grattugiato

Procedimento
Cuocere la pasta, tenendola un po' indietro di cottura.

Pulire e affettare i cipollotti ad anelli, tagliando anche una po' della parte verde.
In una padella scaldare l'olio con il rametto di timo* e unirvi i cipollotti. Salarli e peparli. Cuocerli a fuoco dolce per circa una decina di minuti, bagnando con un po' d'acqua di cottura della pasta,se necessario. Togliere il rametto di timo.

Nel frattempo tagliare a dadini i pomodori datterini e aggiungerli ai cipollotti, aggiustando eventualmente di sale. Cuocere ancora per qualche minuto.
Scolare la pasta - trattenere un po' di acqua di cottura - e versarla nella padella con le verdure. Saltare a fuoco medio, il tempo necessario per portare a cottura la pasta, aggiungendovi il parmigiano secondo le vostre abitudini e l'acqua di cottura necessaria. per completare la cottura e amalgamare bene il tutto.

Servire ben calda.


* il rametto di timo lo potete anche mettere quando saltate la pasta, sfogliandolo; io lo metto nell'olio affinché il profumo e l'aroma vengano assorbiti e non alla fine, perché qui qualcuno non ama "intrusi" sulla pasta....

lunedì 16 aprile 2012

Omaggio alla mia fotografa, piccola con sprint

"Ed io pensavo: Di tante parvenze/  che s'ammirano al mondo, io ben so a quali/ posso la mia bambina assomigliare. / Certo alla schiuma, alla marina schiuma/ che sull'onde biancheggia, a quella scia/ ch'esce azzurra dai tetti e il vento sperde;/ anche alle nubi, insensibili nubi/ che si fanno e disfanno in chiaro cielo;/ e ad altre cose leggere e vaganti. " Ritratto della mia bambina - U. Saba 


 "Siccome che so' 'ccecata... ", e non sto scherzando, mi sono presa una fotografa.
Non c'è nulla da fare: alla presbiopia io non mi ci abituo e non sono in grado di usare bene la macchina fotografica (badate bene mica ho roba professionale, solo piccole compattine di età tecnologicamente antica una e nuove - regalo per la Prima Comunione e quindi sue - altre due): tutto va fuori fuoco senza che me ne renda conto.
Quindi la proprietaria delle due nuove macchinette, la creativa di famiglia, è stata assunta di supercorsa come fotografa ufficiale. Attività da aggiungere alla pittura e al pianoforte e che a lei non dispiace proprio per nulla...
E, vista l'età, ottiene risultati più che discreti, direi (non siete d'accordo?). Io lavoro in post-produzione, ritaglio, aggiusto un po', watermarkizzo...
Ma lei fa il lavoro grosso. E quindi direi che merita quest'omaggio.
Queste sono tra i suoi ultimi servizi.

Il soggetto è la cioccolata chantilly di Hervè This, solita, con un ciuffetto di "aria di latte" (latte montato con l'aggeggino apposito), che fa molta scena e poca sostanza, per le signore, o liscia per i rudi omaccioni. 
La ricetta è "scientifica" e la trovate qui. Io non ci aggiungo nulla perchè è proprio chiara e.... monkey-proof...







La fotografa si diletta anche in cucina, producendo questa:



come da prova fotografica (realizzata con fatica dalla mamma 'ccecata).


La torta è una normale torta allo yogurt, quella dei "sette vasetti". 
Solo che siccome io odio le misure volumetriche e ancor più se "occhiometriche", ho fatto tutto con pesi ben precisi, che così non ci si sbaglia e si va sempre bene anche quando si devono variare le dimensioni (cosa che tra l'altro ho fatto per ottenere una torta un po' più alta e facile da farcire, secondo i desideri dell'operatrice.

Per cui se volete le "nostre" dosi, sono:
200 g di yogurt (bianco o alla vaniglia)
3 uova
200 g di zucchero
350 g di farina autolievitante (oppure aggiungete 3/4 di bustina di lievito)
125 g di olio

Noi separiamo i tuorli dagli albumi.
Montiamo i tuorli con lo zucchero, aggiungiamo l'olio, lo yogurt e infine la farina be setacciata.
Da ultimo aggiungiamo gli albumi montati a neve ben ferma.

Tortiera da 26, imburrata e infarinata (o rivestita da carta forno).
Cotta per circa 40' in forno a 180° (infornata chiaramente a forno già caldo).

Questa l'abbiamo farcita con la cioccolata chantilly di cui sopra (fatta però col cioccolato al latte), tanto per "ingrassarla" un po'.
Gradite una fetta?

lunedì 9 aprile 2012

A dispetto dei virus... mousse di pere su biscuit al cacao e cereali

"C’era una volta una bella bambina/ che mangiò una pallina/ ma in realtà era una pralina/ una vera e propria cioccolatina.
In un vassoio c’erano tante barrette/ in tutto erano sette/ e proprio lì c’era un grosso ometto/ che le mangiò insieme a un ovetto." Il cioccolato della pace - R. Orilio
 


Sto facendo un lavoro di recupero foto e ricette lasciate indietro... Ché son pigra, ma lavoro e fotografo, solo che poi mi dimentico di metterle qui. 
Anche perchè magari ho poco da dire e fare un diario - qual è un blog, questo blog almeno - senza pensieri,
mi sembrerebbe un po' mostrarsi per mostrarsi e mettere ricette tra una marea di altre.

Comunque sia, il ripescaggio trova materiale e quindi lo pubblico, che vi piaccia o no...
 

E se sono un po' sustosa, come si dice da queste parti, portate pazienza. Sono stata contagiata da un virus dispettoso (il virus esiste davvero e mi ha colpita davvero... il risultato è dispettoso per me e per chi mi sopporta) e tra gli effetti collaterali c'è un certo nervosismo. Va già meglio; ma con noi donne, che umorali lo siamo standard e con un virus che aumenta il fattore non vi dico, non si sa mai.

Vi do la ricetta. La torta l'ho fatta per il mio compleanno, quindi più di sei mesi fa, ma va bene in ogni stagione...


Mousse di pere su biscuit al cacao e cereali

Ingredienti
base
2 uova
70 zucchero
20 g cacao amaro
100 -150g di cereali soffiati (riso o palline di mais) al cacao

mousse
3 pere mature
150 g zucchero (meglio se tipo "zefiro")
succo di mezzo limone
5 fogli di colla di pesce
250 g di panna fresca

decorazione
1 pera
succo di mezzo limone
2 cucchiai di zucchero
cereali soffiati al cacao




Procedimento

Montare gli albumi a neve. Montare i tuorli con lo zucchero.
Aggiungervi il cacao e infine gli albumi.
Unire i cereali e amalgamare il tutto.
Versare in una tortiera a cerniera rivestita di carta forno da 24 cm di diametro. Infornare in forno già caldo a 160° per 30' circa.
Sfornare e lasciare raffreddare.

Frullare la polpa delle pere con lo zucchero e il succo di limone.
Sciogliere i fogli di colla di pesce, ammollati in acqua fredda e strizzati, in un pentolino a fuoco bassissimo, aggiungere un po’ del frullato di pere, amalgamare e versare questo composto nel frullato, mescolando bene.
Montare la panna e amalgamarla al frullato.
Versare sopra la base fredda.

Mettere in frigo (nella parte più fredda possibile) a solidificare.

Sbucciare la pera e tagliarla in spicchi.
Sul fuoco in una padella, fare una specie di caramello con lo zucchero e il limone.
Immergervi gli spicchi di pera e cuocere per qualche minuto, fino che si sono leggermente ammorbiditi, ma non hanno perso la consistenza.

Sulla torta solidificata disporre a raggiera gli spicchi di pera e bordarla coi cereali al cacao.



Per stampare, sapete dove cliccare...

venerdì 6 aprile 2012

Buona Pasqua



PER IL MATTINO DI PASQUA

Io vorrei donare una cosa al Signore,
ma non so che cosa.
Andrò in giro per le strade
zufolando, così,
fino a che gli altri dicano: è pazzo!
E mi fermerò soprattutto coi bambini
a giocare in periferia,
e poi lascerò un fiore
ad ogni finestra dei poveri
e saluterò chiunque incontrerò per via
inchinandomi fino a terra.
E poi suonerò con le mie mani
le campane sulla torre
a più riprese
finché non sarò esausto.
E a chiunque venga
anche al ricco dirò:
siedi pure alla mia mensa,
(anche il ricco è un povero uomo).
E dirò a tutti:
avete visto il Signore?
Ma lo dirò in silenzio
e solo con un sorriso.

Io vorrei donare una cosa al Signore,
ma non so che cosa.
Tutto è suo dono
eccetto il nostro peccato.
Ecco, gli darò un'icona
dove lui bambino guarda
agli occhi di sua madre:
così dimenticherà ogni cosa.
Gli raccoglierò dal prato
una goccia di rugiada
è già primavera
ancora primavera
una cosa insperata
non meritata
una cosa che non ha parole;
e poi gli dirò d'indovinare
se sia una lacrima
o una perla di sole
o una goccia di rugiada.
E dirò alla gente:
avete visto il Signore?
Ma lo dirò in silenzio
e solo con un sorriso.

Io vorrei donare una cosa al Signore,
ma non so che cosa.
Non credo più neppure alle mie lacrime,
e queste gioie sono tutte povere:
metterò un garofano rosso sul balcone
canterò una canzone
tutta per lui solo.
Andrò nel bosco questa notte
e abbraccerò gli alberi
e starò in ascolto dell'usignolo,
quell'usignolo che canta sempre solo
da mezzanotte all'alba.
E poi andrò a lavarmi nel fiume
e all'alba passerò sulle porte
di tutti i miei fratelli
e dirò a ogni casa: pace!
e poi cospargerò la terra
d'acqua benedetta in direzione
dei quattro punti dell'universo,
poi non lascerò mai morire
la lampada dell'altare
e ogni domenica mi vestirò di bianco.
 

domenica 1 aprile 2012

Disfa, semplifica, smonta... sembra un dolce ma non è: caprino alle noci con pere spadellate

"Io amo la semplicità che si accompagna con l'umiltà./ [...] Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle,/ sentire gli odori delle cose,/ catturarne l'anima./ Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo./ Perché lì c'è verità, lì c'è dolcezza, lì c'è sensibilità, lì c'è ancora amore." A. Merini




Sono in fase rifa e disfa, mi sa...
O è che sono fedele o affezionata a certi gusti e a certi abbinamenti.
O forse so invecchiando e rigiro gli abiti vecchi, che non ho voglia di dannarmi per abiti nuovi...
 
Perchè ho preso questa ricetta, l'ho semplificata, smonta, appena cambiata... et voilà, antipasto seminuovo, che fa pure lo scherzetto di sembrare un dessert.

Ingredienti
per 4 persone
  • 200 g di formaggio cremoso caprino
  • 50 g di gherigli di noci
  • 2 pere abate ben sode
  • 1 cucchiaio di zucchero di canna
  • succo di limone
  • sale e pepe (meglio se alle rose) q.b.
  • paprika (dolce o piccante a seconda del vostro gusto)
  • erbe aromatiche secche (maggiorana, timo, dragoncello...)


Preparazione

Sbucciare le pere e tagliarle in spicchi.
In una padella, sciogliere lo zucchero nel succo di limone e spadellarvi le pere fino a che sono appena morbide e leggermente caramellate.

Frantumare grossolanamente i gherigli di noce.
Condire il formaggio con un pizzico di sale, una macinata di pepe e mescolarlo con i gherigli di noce.

Con l'attrezzo per fare le palline del gelato, formare 4 semisfere con il formaggio nei piatti.
Distribuirvi le fettine di pera e un pizzico di paprika e di erbe, dove chi vuole può intingere il formaggio per arricchirne il sapore.


P.S. grazie alla puzzola minore per le foto... io lavoro ormai solo in "post-produzione"


Bottoncino per stampare, qui sotto...