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giovedì 17 aprile 2014

Torta di riso soffiato, cioccolato e caramello mou con qualche idea per renderla particolare - bis

"Primavera vien danzando/ vien danzando alla tua porta./ Sai tu dirmi che ti porta ?/ - Ghirlandette di farfalle,/ campanelle di vilucchi,/ quali azzurre, quali gialle/ e poi rose, a fasci e a mucchi." A.S. Novaro

Ripubblico questa ricetta per partecipare a un contest, anzi a un concorso (faccio la purista linguistica pure :-P), questo:





Sembrava fatto per me: io non amo proprio per nulla il cake designe, sono una "vecchio stampo".
Inoltre parte da un'idea a prova d'incapace, la torta al mars (perdonatemi, ma l'ho sempre ritenuta la torta delle mamme che non sanno far le torte) e ritornando alla base, può diventare accessibile a chiunque. Non che così sia poi difficile, basta solo n po' di buona volontà.

Utilizzando malto e riso soffiato adeguati può essere adatta ai celiaci. E trovando il modo di fare un latte condensato senza lattosio (magari reidratando al 25% invece che in modo standard del latte in polvere delattosato), e usando un burro senza lattosio (la margarina no, però, vi prego) potrebbe andare bene anche per gli intolleranti a questo zucchero.
Resta l'albume dell'uovo e se si è allergici solo al tuorlo, allora va bene.

Ecco quindi la ricetta che ripropongo, la torta preferita qualche anno fa da mia figlia maggiore (ora si è un po' più raffinata...)



Ingredienti

per il "ripieno" del mars
200 g zucchero
50 g acqua
80 g malto di riso (o di altro cereale)*
sale, un pizzichino
1 albume
25 g cioccolato fondente grattugiato

* la ricetta originale prevedeva sciroppo "light" di mais, che è un particolare tipo di sciroppo di glucosio, ma ho visto che il risultato è più che verosimile anche col malto, più facilmente reperibile.

Per il caramello mou
20 g acqua
30 g zucchero di canna
30 g zucchero semolato
45 g malto di riso**
50 g latte condensato zuccherato
20 g di burro
sale, un pizzichino

** anche qui la ricetta originale prevedeva lo sciroppo di glucosio, che però ho sostituito con risultati discreti.

120 g cioccolato al latte (di bassa qualità) ***
200 g burro
1 confezione + un po' di riso soffiato

*** per bassa qualità si intende un cioccolato con bassa percentuale di cacao, per conferire la giusta consistenza; normalmente corrisponde anche al cioccolato con prezzo inferiore - che si tende a evitare proprio perchè meno... cioccolatoso.


Procedimento

Poiché la mia intenzione non è stata quella di preparare il mars vero e proprio, ma una base che una volta sciolta ne eguagliasse sapore e, una volta raffreddata la torta la consistenza., ho riadattato la ricetta originale per una realizzazione più semplificata e con materie più facilmente reperibili.

Ripieno del "mars" - anche il giorno prima
Porre sul fuoco un pentolino con l'acqua, lo zucchero e il malto e portare a 132° (armatevi di pazienza). Mescolare ogni tanto, per non lasciare residui sui bordi del pentolino, che brucerebbero.
Montare a neve ferma l'albume in un contenitore adatto a essere messo sul fuoco. Quando lo sciroppo ha raggiunto la temperatura, versarlo a filo sull'albume. Porre sul fuoco a fiamma bassissima e continuare a mescolare a bassa velocità per almeno 15 minuti. Alla fine, unire il cioccolato fondente sciolto e smettere mi sbattere, quando tutto è perfettamente amalgamato. Spegnere la fiamma.
Trasferire il composto in un teglia o in un contenitore. Lasciare raffreddare, eventualmente in frigo (soprattutto se lo preparate con anticipo.

Caramello mou
Mettere tutti gli ingredienti in un pentolino e portare sul fuoco fino a raggiungere la temperatura di 116°, mescolando continuamente, per non lasciare residui sui bordi del pentolino, che brucerebbero.
Mettere da parte.

La torta vera e propria
In una pentola capiente fondere il burro. Aggiungere quindi il cioccolato e mescolare bene; questa sequenza è importante: il cioccolato essendo poco grasso, altrimenti tenderebbe a raggrumare invece di sciogliersi. Quando è fuso e ben amalgamato, aggiungere il caramello e continuare a mescolare. Aggiungere infine il "ripieno", e mescolare fino a completa assimilazione.
A questo punto aggiungere il riso soffiato un po' alla volta. La quantità è soggettiva: a me piace molto ricco di riso e croccante quindi ne ho messo un po' più di una confezione. Ma se vi piace un po' più morbida e "cioccocaramellosa", una confezione è più che sufficiente.
Mescolare fino a che tutto il riso si è rivestito della crema.
Stendere il composto in una teglia e porre a raffreddare fino a completo consolidamento.



Ora c'era un altro problema. La torta esteticamente non è un granché. E una torta di compleanno deve anche essere qualcosa da ricordare... Il solito numero... no, troppo banale (per me)...
E allora? Un po' di fantasia e si può fare tutto... o quasi, tenendo conto che sono abbastanza negata dal punto di vista delle costruzioni plastiche...

Versione 2006: torta giardino.

Questa è sicuramente la più semplice da fare, però è molto gradevole alla vista e anche per i bambini, soprattutto se sono piccoli.
L'aspetto della torta, ricorda un po' quei terreni argillosi e granulosi, che si trovano spesso nelle fioriere, per cui trasformarla in un'aiuola è semplice.
Bastano un po' di gelatine, di quelle di frutta buone, mi raccomando. Qualche biscotto di Novara tagliato a metà, incollato con del cioccolato fuso e un po' di gioco di colori.
Se poi aggiungete una poesiola sul fatto che i figli sono fiorellini in boccio in un giardino... fate commuovere pure le mamme e le nonne (o le maestre) dai cuori più teneri.


Versione 2008: torta scrigno

Questa è un poco più complessa, ma tutto sommato neppure così tanto.
Si ritaglia la torta di riso soffiato in tanti rettangoli, che si assemblano con un poco di cioccolato fuso. Si compone una scatola che si riempie con gelatine di frutta (sempre di quelle buone) e monete di cioccolato (se siete lontani dall'Epifania, meglio se ve procurate nel periodo giusto).
Poi con un po' di pasta di zucchero, o di marzapane si fa qualche stella marina, qualche conchiglia e una mappa del tesoro.

Si seppellisce il tutto in una sabbia di zucchero di canna...

... si mette un biglietto con un messaggio significativo, e anche questa volta si fa un figurone!

Qui le istruzioni per assemblare lo scrigno e foto più "visibili" della torta stessa (non trovo più le foto originali, altrimenti le ripubblicherei...)

E se volete stampare il clic qui sotto...

sabato 24 novembre 2012

Mousse di cioccolato in crosta croccante (per vedere se riesco a ricominciare)

"Ora passa e declina,/ in quest'autunno che incede/ con lentezza indicibile,/ il miglior tempo della nostra vita/ e lungamente ci dice addio." V. Cardarelli - Autunno



Facciamo finta che ricomincio
.
Mica però con roba nuova. Nessuno mi vuole tirar fuori le foto dalla macchina fotografica GRRR!

Ho trovato seminate nel pc alcune vecchie foto, alcune anche col nome del blog già scritto sopra (infatti è la "vecchia" versione. Ma son comunque buone, le foto - non buonissime, ma chi si accontenta... - e soprattutto le ricette.
Questa foto ha sette anni (i miei primi quarant'anni; bei tempi, quelli!)... Si vedono tutti, ma la ricetta è piacevole e simpatica e quindi ve la rifilo.

Naturlamente potete utilizzare l'idea della crosta per altre varianti di mousse: al cioccolato bianco o fondente, per esempio. Oppure per una bavarese, sopratutto se non siete dotati di stampi.
Ad esempio la mia amica Marcela (fotografa e cuoca migliore di me) l'ha utilizzata per una mousse al dulche de leche .


Ingredienti
per la crosta:
- 200 gr corn flakes (tipo special K)
- 50 gr di amaretti secchi
- 50 gr mandorle
- 50 gr nocciole
- 150 gr burro
- 70 gr cioccolato fondente.

mousse di cioccolato al latte

- 700 g cioccolato al latte
- 4 tuorli
- 5 albumi
- 80 g burro
- qualche cucchiaio di acqua


crosta croccante
Far fondere il burro e aggiungervi il cioccolato fondente, tritato grossolanamente e continuare a far fondere.
Tritare grossolanamente i corn flakes e la frutta secca. Aggiungerla al burro+cioccolato e amalgamare bene.
Con questo impasto rivestire il fondo e i bordi di una tortiera apribile di 24 cm di diametro, rivestita di carta forno.
Mettere in freezer a solidificare.

mousse
Fondere il cioccolato al latte con qualche cucchiaio d'acqua.
Incorporarvi il burro e poi i 4 tuorli, uno alla volta.
Montare a neve i 5 albumi e poi aggiungerli delicatamente alla crema di cioccolato.
Versare la mousse nel guscio croccante.
Mettere in frigorifero, nella parte più fredda, a far solifidicare il tutto.

Io non amo molto le decorazioni "barocche" ma è possibile aggiungervi ciuffi di panna o tutto ciò che la vostra fantasia suggerisce e il vostro palato gradisce.


Per stampare, fare qui sotto clic col "topolino".

lunedì 16 aprile 2012

Omaggio alla mia fotografa, piccola con sprint

"Ed io pensavo: Di tante parvenze/  che s'ammirano al mondo, io ben so a quali/ posso la mia bambina assomigliare. / Certo alla schiuma, alla marina schiuma/ che sull'onde biancheggia, a quella scia/ ch'esce azzurra dai tetti e il vento sperde;/ anche alle nubi, insensibili nubi/ che si fanno e disfanno in chiaro cielo;/ e ad altre cose leggere e vaganti. " Ritratto della mia bambina - U. Saba 


 "Siccome che so' 'ccecata... ", e non sto scherzando, mi sono presa una fotografa.
Non c'è nulla da fare: alla presbiopia io non mi ci abituo e non sono in grado di usare bene la macchina fotografica (badate bene mica ho roba professionale, solo piccole compattine di età tecnologicamente antica una e nuove - regalo per la Prima Comunione e quindi sue - altre due): tutto va fuori fuoco senza che me ne renda conto.
Quindi la proprietaria delle due nuove macchinette, la creativa di famiglia, è stata assunta di supercorsa come fotografa ufficiale. Attività da aggiungere alla pittura e al pianoforte e che a lei non dispiace proprio per nulla...
E, vista l'età, ottiene risultati più che discreti, direi (non siete d'accordo?). Io lavoro in post-produzione, ritaglio, aggiusto un po', watermarkizzo...
Ma lei fa il lavoro grosso. E quindi direi che merita quest'omaggio.
Queste sono tra i suoi ultimi servizi.

Il soggetto è la cioccolata chantilly di Hervè This, solita, con un ciuffetto di "aria di latte" (latte montato con l'aggeggino apposito), che fa molta scena e poca sostanza, per le signore, o liscia per i rudi omaccioni. 
La ricetta è "scientifica" e la trovate qui. Io non ci aggiungo nulla perchè è proprio chiara e.... monkey-proof...







La fotografa si diletta anche in cucina, producendo questa:



come da prova fotografica (realizzata con fatica dalla mamma 'ccecata).


La torta è una normale torta allo yogurt, quella dei "sette vasetti". 
Solo che siccome io odio le misure volumetriche e ancor più se "occhiometriche", ho fatto tutto con pesi ben precisi, che così non ci si sbaglia e si va sempre bene anche quando si devono variare le dimensioni (cosa che tra l'altro ho fatto per ottenere una torta un po' più alta e facile da farcire, secondo i desideri dell'operatrice.

Per cui se volete le "nostre" dosi, sono:
200 g di yogurt (bianco o alla vaniglia)
3 uova
200 g di zucchero
350 g di farina autolievitante (oppure aggiungete 3/4 di bustina di lievito)
125 g di olio

Noi separiamo i tuorli dagli albumi.
Montiamo i tuorli con lo zucchero, aggiungiamo l'olio, lo yogurt e infine la farina be setacciata.
Da ultimo aggiungiamo gli albumi montati a neve ben ferma.

Tortiera da 26, imburrata e infarinata (o rivestita da carta forno).
Cotta per circa 40' in forno a 180° (infornata chiaramente a forno già caldo).

Questa l'abbiamo farcita con la cioccolata chantilly di cui sopra (fatta però col cioccolato al latte), tanto per "ingrassarla" un po'.
Gradite una fetta?

lunedì 9 aprile 2012

A dispetto dei virus... mousse di pere su biscuit al cacao e cereali

"C’era una volta una bella bambina/ che mangiò una pallina/ ma in realtà era una pralina/ una vera e propria cioccolatina.
In un vassoio c’erano tante barrette/ in tutto erano sette/ e proprio lì c’era un grosso ometto/ che le mangiò insieme a un ovetto." Il cioccolato della pace - R. Orilio
 


Sto facendo un lavoro di recupero foto e ricette lasciate indietro... Ché son pigra, ma lavoro e fotografo, solo che poi mi dimentico di metterle qui. 
Anche perchè magari ho poco da dire e fare un diario - qual è un blog, questo blog almeno - senza pensieri,
mi sembrerebbe un po' mostrarsi per mostrarsi e mettere ricette tra una marea di altre.

Comunque sia, il ripescaggio trova materiale e quindi lo pubblico, che vi piaccia o no...
 

E se sono un po' sustosa, come si dice da queste parti, portate pazienza. Sono stata contagiata da un virus dispettoso (il virus esiste davvero e mi ha colpita davvero... il risultato è dispettoso per me e per chi mi sopporta) e tra gli effetti collaterali c'è un certo nervosismo. Va già meglio; ma con noi donne, che umorali lo siamo standard e con un virus che aumenta il fattore non vi dico, non si sa mai.

Vi do la ricetta. La torta l'ho fatta per il mio compleanno, quindi più di sei mesi fa, ma va bene in ogni stagione...


Mousse di pere su biscuit al cacao e cereali

Ingredienti
base
2 uova
70 zucchero
20 g cacao amaro
100 -150g di cereali soffiati (riso o palline di mais) al cacao

mousse
3 pere mature
150 g zucchero (meglio se tipo "zefiro")
succo di mezzo limone
5 fogli di colla di pesce
250 g di panna fresca

decorazione
1 pera
succo di mezzo limone
2 cucchiai di zucchero
cereali soffiati al cacao




Procedimento

Montare gli albumi a neve. Montare i tuorli con lo zucchero.
Aggiungervi il cacao e infine gli albumi.
Unire i cereali e amalgamare il tutto.
Versare in una tortiera a cerniera rivestita di carta forno da 24 cm di diametro. Infornare in forno già caldo a 160° per 30' circa.
Sfornare e lasciare raffreddare.

Frullare la polpa delle pere con lo zucchero e il succo di limone.
Sciogliere i fogli di colla di pesce, ammollati in acqua fredda e strizzati, in un pentolino a fuoco bassissimo, aggiungere un po’ del frullato di pere, amalgamare e versare questo composto nel frullato, mescolando bene.
Montare la panna e amalgamarla al frullato.
Versare sopra la base fredda.

Mettere in frigo (nella parte più fredda possibile) a solidificare.

Sbucciare la pera e tagliarla in spicchi.
Sul fuoco in una padella, fare una specie di caramello con lo zucchero e il limone.
Immergervi gli spicchi di pera e cuocere per qualche minuto, fino che si sono leggermente ammorbiditi, ma non hanno perso la consistenza.

Sulla torta solidificata disporre a raggiera gli spicchi di pera e bordarla coi cereali al cacao.



Per stampare, sapete dove cliccare...

sabato 2 aprile 2011

Per chi son tutti questi baci? di dama, però!

"aut quam sidera multa, cum tacet nox,/ furtiuos hominum vident amores:/ tam te basia multa basiare/vesano satis et super Catullo est,/quae nec pernumerare curiosi/possint nec mala fascinare lingua" Gaio Valerio Catullo


Il primo bacio non si scorda mai.
Soprattutto se è venuto bene. Anzi se più e più volte è venuto bene... prima del matrimonio.
Poi dopo per un bel pezzo non ci son più baci e così vanno nel dimenticatoio. Anzi, restano a casa di mamma, che per altro mica li fa. Ma si tiene ben stretta la ricetta.

Quindi quando ci riprovi, con un altra ricetta e ottieni non un fallimento, ma qualcosa che non è proprio come volevi, devi ritornare sui tuoi passi. Anzi sui tuoi vecchi luoghi di residenza.
E zitta zitta, quatta quatta, andare a scartabellare in quella vecchia agenda (1963, forse, o giù di lì) a cui tu adolescente hai aggiunto i tuoi esperimenti. Tra cui i baci. Castissimi e pudicissimi, per altro! Vengono pure da Famiglia Cristiana!
Però venivano bene bene, buoni buoni, belli belli.
Quindi copi velocissimamente le dosi e i tempi di cottura, tanto il procedimento si memorizza più facilmente.

E quando la neo tredicenne ti dice: "A scuola porto dolcetti. Rifai i brownies e qualcos'altro", mamma tira fuori la ricetta "rubata", anzi riappropriata e ZAC! la sfoderi per scuola.

Successo, chiaramente, perché baci e adolescenti vanno d'accordissimo.

E per fortuna la prof di italiano, che tentava inutilmente da settimane di fare dei bei baci di dama e si vede piazzare davanti un vassoio di baci home made ben riusciti, non se l'è presa. Anzi la media dei voti mi pare si sia mantenuta (molto alta come sempre - mammaorgogliosadifigliadiligenteestudiosa).



Ingredienti

per circa 20 baci
70 g di farina debole
30 g di mandorle tritate finissime o di farina di mandorle
30 g di nocciole tritate finissime o di farina di nocciole
50 g di zucchero
50 g di burro
cioccolato fondente q.b.





Procedimento

Mescolare la farina con lo sfarinato di frutta secca e con lo zucchero, aggiungervi il burro a pezzettini e lavorare come per una frolla. Formare delle palline grandi come nocciole, disporle su una teglia da forno e metterle a riposare nel frigorifero per una mezz'oretta.
Portare a 18° il forno e cuocervi i mezzi baci per circa 30' o fino a che cominceranno appena a scurirsi.
Sfornare e lasciare raffreddare.



Fondere il cioccolato fondente a bagnomaria (o in microonde) e con un cornetto di carta, ma anche semplicemente con un cucchiaino, appoggiarne un po' - circa mezzo cucchiaino da caffè - sulla faccia più appiattita (quella che poggiava sulla teglia) di mezzo bacio. Coprire con un altra metà e lasciare solidificare.



Stampa o pdf?

sabato 12 marzo 2011

Tanto per variar... torta sorprendente all'arancia

"A somiglianza tua,/ a tua immagine,/ arancia,/ si fece il mondo:/ rotondo il sole,/ circondato per spaccarsi di fuoco" P. Neruda - Ode all'arancia


Mi sono accorta che ho un bel po' di roba in archivio da pubblicare e qualcosa è pure molto vecchio (per fortuna va bene sempre....)!
Ma devo mettermi a elaborare con calma, quindi abbiate pazienza.

Altra cosa strana è che ho un sacco di dolci: io ne faccio pochi, perchè già io rotondeggio notevolmente di mio, se mi metto pure a sciorinare dolci ogni tre per due devono rinforzare il pavimento. E poi vorrei evitare il lievitare del resto della famiglia (per due mi sa che è difficile, ma la figlia maggiore ha preso un po' da me, meglio educarla bene sotto questo profilo).

Comunque oggi vi propongo una variazione sul tema, una ricetta già fatta ma un po' cambiata, per ottenere un risultato un po' diverso.

Ho rifatto questa torta, farcendola e decorandola con un altro sapore che a detta dei più è un connubio eccezionale: arancia, che si sposa col cioccolato.

L'impasto della torta è lo stesso, solo che - come mi ero ripromessa - ho diviso l'impasto in due tortiere (da 22 però, che la volevo un filino più alta). La cosa è risultata positiva, visto che l'impasto è morbido e non facile da tagliare orizzontalmente.

Non è stato necessario bagnare le due parti, perchè la torta è umidina di suo. Questo non toglie che si possa, volendo, bagnarla con cointreau o, se è per bambini, con uno sciroppo al succo d'arancia, però non è fondamentale.

Al posto della ganache al centro, ho fatto una crema all'arancia utilizzando succo e - non arricciate il naso, non cadete per terra, non svenite... - il preparato per crema pasticcera (ho quindi sostituito il succo in quantità un po' più ridotta , al latte) Non è una cosa strana, è solo zucchero e amido modificato che gelifica a freddo se aggiunto di liquidi. É colorato con curcuma - giallo - quindi non contrasta col succo d'arancia. Questo mi ha permesso di avere il sapore del succo "crudo" e non alterato da una cottura. Ci ho aggiunto un paio di cucchiai di panna montata, tanto per dare sofficità e ariosità alla crema.

Ho ricoperto la torta con una ganache fatta con 100 g di cioccolato fondente e 50 g di panna montata, quindi un po' più sostenuta della norma.

Infine ho decorato con fette di arancia non trattata caramellate (messe in padella con un paio di cucchiai di zucchero di canna, finché lo zucchero stesso non si è caramellato e le fette son diventate lucide.

La foto della fetta non ce l'ho. La torta l'ho regalata alla mia vicina per il suo compleanno, mica potevo affettarla per pseudo-motivi artistici!

Questa non è una ricetta vera e propria, ma piuttosto un'idea, una rielaborazione personale da cui prendere spunti. Ve la lascio così....



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venerdì 3 dicembre 2010

Torta al cioccolato con ingrediente a sorpresa. Ovverosia come ti imbroglio le puzzole prendendole per la gola





Le mie figlie mangiano verdura, ma come tutti i bambini e adolescenti solo alcuni tipi e in quantità non particolarmente abbondanti. Poi una mangia una cosa l'altra no, uff!
La Beta vulgaris L. var. cruenta, di sicuro non la mangiano, anche se sulla nostra tavola c'è quotidianamente, poiché è sempre lì, affettata sottile nell'insalata mista.

Ma la mamma ne sa una più del diavolo e dove ti ficca questa strana e poco amata (confessate: quanti adulti conoscete che la mangiano?) verdura? In una golosa golosissima torta al cioccolato a cui conferisce una consistenza piacevolissima che ricorda i fudge, ma soprattutto un bel po' di fibre e minerali e cosa non da sottovalutare solo 19 Kcal ogni 100g di prodotto crudo (vedi la tabella INRAN)

Ho fatto un giro nell'immensa ragnatela e ho visto che la torta in un bel po' di sue varianti è molto utilizzata in America, per accontentare i golosoni a dieta. In effetti l'aspetto è tipico da torta americana, almeno nelle loro versioni: altissima, farcitissima, glassatissima.
Anche sui siti e blog italiani è presente, in varie versioni.

Io sono partita da questa ricetta, che ho un po' modificato.
Innanzitutto ho utilizzato un unico stampo da 24, ed è venuta comunque molto alta appena oltre il bordo della tortiera, quindi circa 5,5 cm. A causa della consistenza, piacevole al palato, ma morbida al taglio, qualche difficoltà a dividerla in due strati c'è stata. Magari la prossima volta la faccio in due tortiere, ma sempre da 24.

Ho ridotto un po' lo zucchero, ma secondo me anche altri 50 g si potevano togliere, soprattutto se la ganache la si fa con un cioccolato poco amaro.
Non l'ho ricoperta anche sopra di ganache, perché il puzzolame l'ha mangiata per colazione e per merenda e va bene concedere loro qualche strappo, ma non eccediamo! Solo un velo di crema sulla superficie, giusto per fissare meglio lo zucchero a velo e una idea di cioccolato rapé.

Io vi consiglio di provarla, perché l'ingrediente segreto, una volta svelato, al di là di uno sguardo prima perplesso e poi sorpreso, non ha fermato il bis... In effetti non si sente assolutamente e la torta è buonissima. Parola di naturalista.



Ingredienti

220 g rape rosse cotte
110 g burro morbido
350 g zucchero di canna
3 uova
280 g farina autolievitante
2 cucchiaini di lievito in polvere
un pizzico di sale
100 g cioccolato fondente
125 ml latte
burro e cacao per lo stampo

per la ganache:
100 ml di panna fresca
100 g di cioccolato fondente

Procedimento

Preriscaldare il forno a 180 gradi.
Imburrare uno stampo da 24 cm di diametro o rivestirlo di carta forno (io preferisco così, funziona alla grande.

Frullare le rape rosse con il latte.
Lavorare bene il burro con lo zucchero e un pizzico di sale. Aggiungere quindi le uova e montare il composto fino a che sia bello spumoso.
Incorporare il cioccolato fuso e intiepidito e il composto di rape. Aggiungervi infine la farina setacciata.

Versare il composto nella teglia e cuocere per circa 30 -40 minuti (fare la prova stecchino: attenzione è molto soffice quindi controllate l'umidità)

Sfornare la torta e farla raffreddare completamente.

Preparare la ganache, spezzettando il cioccolato e mettendo la panna in un pentolino sul fuoco.
Appena accenna a bollire, versarla sul cioccolato e mescolare fino a quando il composto sia perfettamente omogeneo. Far raffreddare il tutto e porlo in frigo fino a quando acquista una consistenza adatta ad essere spalmata sulla torta.

Porre la prima torta su un piatto da portata. Dividerla in due strati e spalmare il primo con tre quarti della crema. Disporre sopra l'altro strato e velare la superficie con la ganache rimasta. spolverare con lo zucchero a velo e giusto un pizzico di cioccolato rapé


Versione stampabile della ricetta da cui sono partita.

mercoledì 3 febbraio 2010

Con i karateka ci vuole passione. Baci(oni) di dama

"Da mi basìa mille, deinde centum,/ dein mille altera, dein secunda centum/ deinde usque altera mille, deinde centum./ Dein, cum milia multa fecerimus,/ conturbabimus illa, ne sciamus,/ aut nequis malus invidere possit,/ cum tantum sciat esse basiorum"* Gaio Valerio Catullo


Non basta festeggiare coi compagni di classe. Dove li mettiamo quelli di karate, quelli con cui si condivide una passione? Anche loro devono brindare alla salute di una tenace cintura gialla!

E che si fa per i karateka, tenuto pure conto che mica possono tagliare torte con un fendente? Anche qui bisogna pensare a qualcosa di precedentemente suddiviso in eque porzioni, che piaccia a tutti, possibilmente...
Già da spionistiche informazioni subsegrete si era appreso che a una cintura arancione di ridotta statura piaceva solo un certo dolce di limone confezionato di una ben nota marca. e rifiutava categoricamente, senza previo assaggio altri dolci. Questo non ha frenato la sottoscritta che ormai aveva in testa un progetto e lo doveva portare a termine, a dispetto della diseducazione alimentare.

Era tanto che volevo riprendere la preparazione dei baci che facevo anni fa, prima di sposarmi (e quindi più di sedici anni...) a quella che allora era casa mia. Ma la ricetta era rimasta seppellita negli anfratti degli appunti di cucina che mia mamma si è gelosamente conservato, pur essendo totalmente consapevole che mai più si sarebbe cimentata in una simile impresa, fuori dalle sue ordinarie misure di dolcificazione.

Telefonare e farsi dettare era impresa ardua e complicata. Però io sono dotata di una biblioteca culinaria mostruosa, forse troppo, dove ricette di baci abbondano e confondono.
Alla fine sono approdata a una che ben due libri - di solito molto attendibili, riportavano e che quindi appariva di quasi certo successo. Ahimé! non fu esattamente così...
Cioè... pur seguendo letteralmente le dosi e il procedimento descrittovi, sono risultati dei baci di sapore ottimo, ma di aspetto inadeguato (troppo cotti, troppo screpolati e troppo poco tondi) e di misura esagerata (la dimensione finale era quella di un bel bigné). L'unico decente, che in foto non appare è quello modellato con uno scavino dai resti di impasto, che è venuto di dimensione e aspetto adeguati, ma nel vassoio e nella foto non c'è.



La ricetta è da perfezionare. Anzi è da recuperare quella di sicura riuscita che giace inutilizzata nella mia casa paterna.


Vabbè! Pazienza...
Ho preparato piuttosto insoddisfatta il vassoio da consegnare alla Puzzola maggiore e ho atteso un responso, che mi aspettavo di medio livello.
Invece non solo i baci(oni) sono stati voracemente spazzolati da karateka e mamme presenti, ma la cintura arancione tortaallimoneconfezonatadipendente ne ha mangiati tre (sotto pressante invito Puzzola cintura gialla che ha imposto l'assaggio del lavoro materno prima del rifiuto). Anzi le mamme hanno comunicato via "recuperatore karateka" (alias papà Puzzolo) di comunicare alla cuoca che erano decisamente molto buoni. Il recuperatore ha fatto presente che la cuoca era insoddisfatta del lavoro e questo ha turbato un po' le assaggiatrici che avevano difficoltà a capire come la cosa fosse possibile.

Recupererò la ricetta perduta e farò dei baci seri...


Comunque sia, vi passo la ricetta così come si trova sui libri e come l'ho eseguita.
Se mai qualcuno provandola ottenesse baci di dimensione adeguata, meno screpolati e più arrotondati, mi faccia sapere, che ci riprovo, magari con trucchi e suggerimenti sulla diversa lavorazione.



Baci(oni) di Dama

Ingredienti

250 g di di nocciole o di farina di nocciole
250 g di zucchero
250 g di farina
250 g di burro
150 g di cioccolato fondente




Procedimento

Se non si dispone della farina, frullare le nocciole spellate con un frullatore o un mixer con lo zucchero e tritare fino a che non è ridotto il tutto a polvere finissima.
Mescolare in una ciotola la farina di nocciole zuccherata con la farina bianca.
Metterle in una spianatoia e unirvi il burro morbido e impastare come una pasta frolla.
Formare con l'impasto dei cilindri di circa 2 cm di diametro da cui tagliare del cilindretti di circa 2 cm di spessore, che andranno presi tra le mani e modellati a forma di pallina (che avrà circa le dimensioni di una noce). Disporle a una certa distanza l'una dalle altre su una placca da forno rivestita di carta-forno.
Infornare in forno già caldo a 170° per circa 15- 20 minuti.
Sfornare e lasciare raffreddare.
Nel frattempo, sciogliere a bagnomaria il cioccolato spezzettato, mescolandolo finchè sarà liscio e lucido.
Con un cornetto di carta, spremere una grossa goccia di cioccolato sulla parte piatta di un mezzo bacio e sovrapporvi l'altra metà. Lasciare solidificare.

* per chi non conosce il latino
Tu dammi mille baci, e quindi cento,/ poi dammene altri mille, e quindi cento,/ quindi mille continui, e quindi cento./ E quando poi saranno mille e mille/ nasconderemo il loro vero numero,/ che non getti il malocchio l’invidioso/ per un numero di baci così alto.
(traduzione di Salvatore Quasimodo)

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sabato 30 gennaio 2010

Primi tranci di un compleanno: brownies al cacao e noci

"un’aroma dolce -amaro …/ un colore molto fasciante/ un racconto di un amore ancora non detto ma pensato./ Solo questo quadrato perfetto e intagliato potrà con il suo sapore,/ la sua morbidezza/ musicare le parole mai dette." Poesia del concorso Eurochocolate 2009


Dunque una puzzola è diventata dodicenne...

Accidenti, mi sembra ieri che è nata e che appena messa in braccio ha spalancato gli occhioni e mi ha fissato, come per ben imprimersi nella mente chi era colei che doveva accudirla...

Ora è ben più grande, sempre bella (ogni scaraffone è bello a mamma sua) e, a parte qualche sfarfallamento adolescenziale, anche brava (ha portato ieri a casa la pagella, la sua prima pagella della scuola media, con la media del nove e mezzo... non mi posso lamentare!).


Ok. Festeggiare il compelanno a scuola...

Si possono portare dolci casalinghi, a patto che si dica che cosa c'è dentro.

Hanno giusto il tempo dell'intervallo per mangiarli.

Bene, bisogna dunque che tutto sia pronto per essere cacciato nelle voraci bocche di adolescenti, che sia sufficientemente soddisfacente - non piccolo e mignon, insomma - ma che si possa mangiare senza ingozzarsi e avendo anche il tempo di scaricarsi/ricaricarsi dopo tre ore seduti in un banco, in un quarto d'ora.

Richiesta della puzzola, la torta rustica di nocciole (che resta e resterà sempre tra i suoi dolci "del cuore") e qualcosa al cioccolato.

Per cui ho optato per dei brownies, che potevano essere tagliati in dimensioni... decorose e sicuramente davano soddisfazione al palato dei convitati.


Ho tagliato tutto in riquadri di 3x3 (forse un po' di più), messi in pirottini e disposti alternati in un vassoio... L'effetto scacchiera era gradevole.



Per i brownies, la ricetta da cui sono partita è questa. Ho moltiplicato la dose per una volta e mezza, ho sostituito le nocciole con le noci e ho usato il mixer per prepararli (il tempo artico di questo periodo rende la mia cervicale molto fastidiosa: meno sforzo braccia, testa e collo, meglio è). Il risultato è che le noci, benchè tagliate grossolanamente, si sono sbriciolate vieppiù. Tuttavia l'effetto non era nè esteticamente nè organoletticamente spiacevole.


Riporto qui la ricetta, come l'ho fatta io



Ingredienti


100 g cacao amaro

50 g di cacao dolce

120 g burro morbido

300 g zucchero

3 uova

150 g farina 00

150 g noci tritate grossolanamente a coltello

1 bacca di vaniglia

sale q.b.



Procedimento


Lavorare il burro con lo zucchero e un pizzico di sale.

Aggiungere le uova, la farina setacciata con i due tipi di cacao e i semini della bacca di vaniglia. Aggiungere anche le noci.

Otterete un composto molto consistente.
Rivestire di carta forno bagnata e strizzata una teglia rettangolare (la mia è 30x24) . Versare il composto e livellarlo con il dorso di un cucchiaio inumidito.
Cuocere per circa 35 minuti in forno già portato a 150°.

Sfornare e lasciare intiepidire nella teglia, Quindi sformare e ritagliare in quadrati di circa 3-4 cm di lato.




Versione stampabile della ricetta originale.

venerdì 30 ottobre 2009

Fregolotta (o sbrisolona che dir si voglia) al cioccolato e sale dolce di Cervia

"spalm spalm sul pan/ e lecc lecc le dit/ bur bur di cacà/ nero nero fondent/ dens dens e amar cioc cioc o lat/ dolc dolc amor/ bacio bacio le labbr" Cioc cioc o lat - Poesie di Eurocholate 2009



Sono proprio buona.
Vi regalo il dolcetto velocissimo e buonissimo per il week end.

L'ho preparato la scorsa settimana, insieme all'altra fregolotta, quella salata. Forse sono proprio presa dalla fregolotta mania...

In ogni caso l'avevo mangiata fatta dal mio vicino pasticcere e mi era piaciuta un sacco. Stranissima e soprattutto - al di là di quello che può sembrare un matrimonio impossibile - due gusti , quello del ciocco e quello del sale, che si compensano e si arricchiscono vicendevolmente. Insomma, molto buona. Anzi no, buona buona e soprattutto con effetto droga: un bocconcino, un altro bocconcino, un altro ancora, e poi ancora... e non ti fermi fino ad aver spazzolato tutte le briciole o - in alternativa - finchè non ti sottraggono l'oggetto del desiderio per conservarne un po' per qualche ora dopo.

Ho tentato di riprodurla, partendo dalla ricetta che uso io della torta rustica di nocciole, che alla fin fine è pur sempre una sbrisolona, e sostituendo e aggiustando sono arrivata a questa che è molto ma molto simile all'originale.

In ogni caso se recuperassi quella ricetta, farò un confronto diretto e vi terrò informati.

Per ora, buon delirio cioccosaloso a chi la proverà.
Cioc cioc o lat!




Ingredienti

125 g di farina bianca autolievitante
75 g di farina di semola di grano duro
100 g di zucchero
100 di burro a temperatura ambiente
1 uovo
50 grammi di cacao amaro
50 grammi di cioccolato fondente
amido di mais o farina di riso q.b.
sale dolce di Cervia o - in alternativa - fiocchi di sale di Maldon o fiordisale




Procedimento

Tritare finemente il cioccolato fondente fino a ridurle in una polvere un po' grossolana.
Montare con le fruste il burro a pomata, aggiungervi l'uovo e amalgamarlo, fino a ottenere un bel composto soffice.
Aggiungere poi la farina bianca autolievitante e incorporarla al composto. Aggiungere il cacao, poi la farina di semola e miscelare bene.
Aggiungere per ultimo il cioccolato tritato e mescolare.
Si deve ottenere un composto sbriciolato. Se fosse troppo compatto (dipende dalla percentuale di burro di cacao) aggiungere un po' di amido di mais o di farina di riso, fino a ad avere la sgranatura (eventualmente aiutarsi con una lama di coltello o una spatola per frantumare il composto)
Versarlo in una teglia bassa rivestita di carta forno, senza compattarla, ma lasciandolo così sgranato. Cospargerla col sale di Cervia (scegliere i grani meno grossi).


Infornare in forno già caldo a 180° per 30 minuti circa (quando è cotta si sentirà un gradevolissimo profumo di cioccolato spandersi)
Servire spezzandola in grossi frammenti. Volendo servirla in fette regolari, va tagliata con delicatezza appena sfornata, non ancora rassodata.



La ricetta in versione stampabile.

venerdì 27 marzo 2009

Crostata di cioccolato con le pere

"Lascia le tenebre,/ se hai bisogno di luce/ ma mantieni/ il dolce amaro della vita." M. R. Perez



L'avevo promessa alla mia omonima nel suo lunedì cioccolatoso.
E le promesse si mantengono ( e poi vediamo lei che ne dice...)

Questa è la "mia" torta pere e cioccolato. L'unica che mi è concesso fare. Perchè nessun altra - almeno a sentire color che l'hanno mangiata - è simile e altrettanto peccaminosa.

Una mia amica, dopo averla mangiata, si entusiasmò così tanto che non chiese la ricetta - non è che cucini spesso e "elaborato" - ma ovunque andasse e trovasse un dolce col cioccolato e pere lo prendeva, sperando di incrociare nuovamente le sue papille gustative con questo dolce.
Ma restava invariabilmente delusa. Le torte erano alcune molto buone, altre passabili, alte abbastanza tristi. Nessuna però era come questa o comunque paragonabile.
Perchè questa torta è diversa, come disse lei stessa: "Tutti gli altri dolci sono una pasta al cioccolato con una farcitura di pere e cioccolato. Questa è farcitura di cioccolato, con le pere, e una deliziosa, ma sottile pasta al cioccolato".
Credo che sia la descrizione più completa. E l'unica da lasciare.

Il resto lo giudicheranno le papille gustative e i recettori di endorfine che saranno scatenati...

La ricetta è tratta da un numero di qualche anno fa di "Cioccolato&C", a cui ho apportato alcune personali modifiche.



Ingredienti

per la base di frolla al cioccolato

170 g farina - così è nella ricetta originale, ma io utilizzo sempre 120 g di farina e 50 g di farina di mandorle
120 g burro
60 g zucchero

1 tuorlo d'uovo
40 g cacao amaro in polvere
essenza di vaniglia


per la farcitura

120 g cioccolato fondente al 70% o anche più

220 gr panna

2 pere grandi, sode ma mature

2 uova

50 g zucchero




Procedimento

Mettere il burro tenuto ad ammorbidire a temperatura ambiente nel mixer con lo zucchero, il tuorlo e l'essenza di vaniglia e amalgamare totalmente il composto, unire quindi la farina e il cacao setacciati insieme e lavorare fino ad ottenere un impasto compatto.
Fare una palla con l'impasto, avvolgerla nella pellicola lasciare a riposare in frigo per un'ora circa.

Trascorso il tempo indicato, prendere la frolla, stenderla col mattarello fra due fogli di carta forno; imburrare e infarinare uno stampo da cm. 26 e foderarlo con la frolla tirata, aiutandosi con la carta forno stessa. Quindi eliminarla e far aderire i bordi della pasta alle pareti dello stampo. Bucherellare il fondo della pasta con la forchetta e mettere il tutto a riposare in frigorifero per un'altra mezz'ora. Trascorso questo tempo, cuocere in bianco (con la carta forno e i fagioli secchi) il guscio a 180° per 10 minuti, quindi togliere carta e fagioli e rimettere in forno per altri 5 minuti e poi togliere e lasciar intiepidire.

Preparare la farcitura, spezzettando il cioccolato in una casseruola, aggiungendovi dentro la panna e metà dose di zucchero; mettere direttamente su fuoco dolce mescolando continuamente finchè ad ottenere una crema. Toglierla dal fuoco e lasciarla intiepidire, quindi unirvi un uovo e un tuorlo leggermente sbattuti.

Versare il composto sulla base al cioccolato.

Sbucciare le pere, privarle del picciolo e dei semi interni e tagliarle in ottavi e disporle a raggiera sulla crema, affondandovele leggermente (la ricetta originale prevede il taglio a fette sottili e la disposizione a cerchi concentrici, ma io preferisco trovare la fetta di pera corposa, che contrasta con la dolcezza al piacevole amaro della crema e con la sua consistenza con la cremosità dell'intorno).
Cospargere le fettine di pera con il restante zucchero e rimettere lo stampo in forno per altri 20 minuti o finchè le pere saranno leggermente caramellate.

Togliere dal forno, lasciar raffreddare e servire, da sola o con qualche ciuffo di panna montata.



Versione stampabile.

mercoledì 11 febbraio 2009

Torta nera ungherese, detta torta della Miri

"Sono sempre tuo nella mia rabbia,/ nell'infedeltà, nell'amorevole pensiero,/ sempre magiaro.
Come un sasso tirato in alto,/ voglio o non voglio,/ mio piccolo paese, a te somiglio." Endre Ady

Sarà ungherese questa torta?
Non lo so. Con questo nome mi è stata data e così ve la suggerisco.
É comunque una torta buona. E credo che la bontà sia universale, senza paesi e senza confini.

Che fosse ungherese lo diceva la Miri, colei che per prima nella memoria famigliare ha fatto questa torta.
La Miri era la tuttofare della famiglia della cugina di mia suocera, in Friuli.
Io non l'ho mai vista nè conosciuta, ma me la immagino come una di quelle massaie di una volta, poco snelle ma efficienti e grandi lavoratrici.
Io la conosco fondamentalmente per questa torta a base di cacao e frutta secca, semplicissima ma molto buona e piacevole, che faceva per merenda ai bambini, ma anche per il tè delle signore.

La ricetta è una delle poche (non perchè sia gelosa delle sue ricette, ma perchè sono un po' ferme a tempi e gusti lontani dai miei, e quindi non gliele chiedo) che mi ha dato suocera, che ne ha sempre magnificato le virtù organolettiche. Il che è strano dato che a lei piacciono le torte molto molto ricche, tipo la Schwarzwälder Kirschtorte (la torta Foresta nera per noi poveri comuni mortali) o la Dobostorta (che è invece ungherese a pieno titolo). Questa torta così semplice sembrerebbe fuori dai suoi canoni. Invece sarà il fatto che ha una consistenza molto accattivante, morbida e quasi cremosa all'interno, croccantina all'esterno e un sapore molto... da "buone cose della nonna", insomma le piace. E tanto.


La torta ha un altro pregio. É multiforme.
Può essere fatta in una versione montata, più soffice e morbida - che è quella della foto - o leggermente più bassa e umida, che ricorda un po' la tenerella - e magari se la faccio prima o poi la fotografo. Uno quindi può scegliere la consistenza che più preferisce o variare a seconda dell'umore.

Può anche essere un piacevole pensiero per chi ci sta a cuore, sabato...


Ingredienti

4 uova grandi (o 5 piccole)
120 g di burro
50 g di cacao amaro in polvere
250 g di zucchero
60 g di farina
80 g di frutta secca pelata, tostata e tritata finemente*
1 pizzico di sale

* La versione preferita dalla Miri e dai commensali era con sole mandorle, ma possono essere usate anche nocciole o noci o anche un mix di tutte e tre; le noci non necessitano di tostatura, ma sarebbe meglio sbollentarle per pelarle.


Procedimento

seconda del procedimento che si usa e dei gusti personali , è possibile ottenere una torta più soffice (come quella della della foto) o più bassa con una crosticina più croccantina all'esterno, ma comunque morbida (tipo una tenerina); in ogni caso il sapore è ottimo e l'interno ha quella giusta umidità che la fa sciogliere piacevolmente in bocca.
Versione soffice
Accendere il forno e portarlo a 180°
Imburrare e infarinare una tortiera da 24 cm di diametro.
Separare i tuorli dagli albumi e montare questi ultimi a neve.
Montare il burro a pomata con lo zucchero. Aggiungervi progressivamente, sempre montando, il cacao, i tuorli con un pizzico di sale, la farina setacciata e infine la frutta secca ridotta a farina.
Aggiungere infine le chiare montate a neve, prima un paio di cucchiaiate, poi tutto il resto, con movimenti di taglio dall'alto verso il basso.
Versare nella tortiera e infornare per 40 minuti circa. Alla prova stecchino, deve uscire pulito ma non perfettamente asciutto.

Versione morbida
Accendere il forno e portarlo a 180°
Imburrare e infarinare una tortiera da 24 cm di diametro.
Sciogliere il burro a bagnomaria. Quando è appena tiepido, aggiungervi progressivamente mescolando lo zucchero, il cacao, le uova intere una alla volta, il pizzico di sale, la farina setacciata e infine la frutta secca ridotta a farina.
Versare nella tortiera e infornare per 40 minuti circa. Alla prova stecchino, deve uscire pulito ma non perfettamente asciutto.
Si può servire spolverizzata di zucchero a velo, o al naturale, magari accompagnata da della panna leggermente montata.


Qui trovate la ricetta in versione stampabile con entrambe le versioni.

mercoledì 4 febbraio 2009

Balkani alla nocciola farcita e ricoperta di cioccolato e decorata con cioccolato plastico

"Ed io pensavo: di tante parvenze/ che s'ammirano al mondo, io ben so a quali/ posso la mia bambina assomigliare./ Certo alla schiuma, alla marina schiuma/ che sull'onde biancheggia, a quella scia/ ch'esce azzurra dai tetti e il vento sperde;/ anche alle nubi, insensibili nubi/ che si fanno e disfanno in chiaro cielo;/ e ad altre cose leggere e vaganti." U. Saba



"Che torta desideri per il tuo compleanno?"
"Una torta alla nocciola, ma che sappia davvero di nocciole. Come la nostra torta alla nocciola. Però morbida, come le torte soffici."
"Cercherò una torta alla nocciola come la desideri."
"E deve essere farcita di crema al cioccolato, morbida ma non dolce, che sai che a me piace quello fondente bello amaro."
"Oh! Va bene, ci metteremo in mezzo anche la crema al cioccolato."
"Secondo me è una bella unione cioccolato e nocciola."
"Sì è vero. Hai ragione, anche secondo me stanno bene insieme."
"Si può anche coprire di cioccolato fondente?"
"Certo, è posssibile e neppure tanto difficile".
"Ok allora. Ricoperta di cioccolato fondente."
"E che forma deve avere quest'anno?"
"Una forma da torta. Magari la puoi decorare..."
"E che tipo di decorazione? Vanno bene dei fiori?"
"Uhm... Sì, dei fiori vanno bene. Dei fiori di cioccolato."
"Non di zucchero?"
"No, ti prego! A me lo zucchero non piace. Fiori di cioccolato..."
"E vada per la torta di nocciole , farcita col cioccolato, coperta di cioccolato e decorata col cioccolato."

Cerchiamo la torta alla nocciola che sia soffice e sappia di nocciola... gira e rigira la troviamo qui. É un po' piccina, ma per l' "inventrice" del convertitorte tutto è possibile.

Quindi facciamo questa Balkani alla nocciola

Ingredienti
(per una tortiera da 26x36 cm; mezza dose va bene per una classica tortiera tonda da 24 cm di diametro)

8 uova
300 g di yogurt alla nocciola (o anche intero bianco)
360 g di zucchero semolato
480 g di farina setacciata
1 bustina di lievito
2,5 dl di olio di arachidi
215 g di nocciole tostate e tritate non troppo finemente

Accendere il forno a 180 °
Separare i tuorli dagli albumi.
Montare gli albumi a neve ferma.
In altra una ciotola mettere i tuorli , lo zucchero, lo yogurt e la farina e mescolare bene . Aggiungere l'olio e amalgamarlo all'impasto. Mettere quindi il lievito, setacciato attraverso un passino, e miscelarlo bene. Incorporare gli albumi montati all'impasto: prima 2 cucchiai - mescolarli bene - poi il resto con movimenti di sollevamento e di taglio.
Aggiungere per ultimo le nocciole.
Cuocere per circa 35- 40 minuti, controllando comunque la cottura con lo stecchino. Il dolce ha un aspetto scuro naturale, quindi controllate, non lasciatevi traviare dall'apparenza.
Lasciar raffreddare prima di togliere il dolce dallo stampo.



Bene la torta è fatta. Ora va farcita con la crema al cioccolato.
Io ho usato questa, con dosi ridotte:

300 g latte
30 g farina
30 g cacao
40 g zucchero
60 g cioccolato fondente


Per la copertura al cioccolato fondente, me la sono cavata veloce veloce. Ho solo fatto fondere 200 g di cioccolato e versato sopra.

Finchè il cioccolato era morbido, ho applicato le decorazioni che avevo fatto con cioccolato plastico. Ci sono molte ricette in giro sul web più o meno simili. Una potrebbe essere questa, oppure quest'altra. Scegliete quella che vi ispira di più.

Con il cioccolato bianco ho preparato quattro calle, una rosa e due foglie piccole
Con il cioccolato al latte, ho preparato due rose, tre grandi foglie e un fiocco.



Ho trovato il cioccolato bianco molto più difficile da lavorare di quello al latte a causa dell'alta percentuale di burro di cacao; era untuoso e scivoloso. Anche il mio amico pasticcere mi ha confermato che i lavori migliori si fanno col fondente. Quindi se siete perfezioniste, non fate come me e fate delle prove, per prendere mano e per capire quale vi da i risultati che vi aggradano di più.
Ho avuto la pessima idea di attaccare le decorazioni di cioccolato bianco con il cioccolato fondente (avevo quello fuso pronto!). Il risultato è che un po' per inesperienza, un po' per imperizia, le ho sporcate e quindi ho dovuto rimediare alla bell'e meglio, trasformando (si fa per dire) le ditate in... sfumature.

La conclusione è che pur non essendo particolarmente brava nelle decorazioni, ci ho provato, facendo qualche pasticcio, ma volendo soddisfarla. Questo è quasi impossibile non raggiungerlo come obiettivo, per lei io sono sempre e comunque brava. Cuore di mamma!
Diciamo che per gusti, consitenze e combinazioni, sono più che soddisfatta. Ancora lacunose e quindi da studiare le decorazioni, ma... provando e sbagliando si impara!

In ogni caso la torta è stata un grande successo sia con mia figlia che tra i ragazzini... E questo è ciò che conta.



venerdì 16 gennaio 2009

Torta di riso soffiato, cioccolato e caramello mou (e qualche idea per renderla particolare)... e premio

"Non ti auguro un dono qualsiasi, /ti auguro soltanto quello che i più non hanno. /ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;/ se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa./ [...] Ti auguro tempo per trovare te stesso,/ per vivere ogni tuo giorno , ogni tua ora come un dono./ Ti auguro tempo anche per perdonare./ Ti auguro di avere tempo,/ tempo per la vita". E. Michler


Conto alla rovescia... tra 12 giorni la mia puzzola maggiore compie gli anni, e ci sarà la torta da preparare. Compito non proprio semplice: lei non ama moltissimo i dolci. Anzi le piacciono solo alcuni. Variare con le limitate possibilità che dà non è facile, ma la mamma ci prova.

Dopo aver per alcuni anni mangiato e voluto solo e soltanto la torta di nocciole, un bel giorno questa figlia si innamorò della torta di mars.
Disperazione della mamma! Al di là dell'attentato calorico ed epatico, da una vita l'ho sempre considerata la "torta delle mamme che non sanno far le torte", e chiedermela come torta e di compleanno per giunta, mi fece cascare decisamente le braccia. Tanto più che contravviene quei principi alimentari che cerco costantemente di far avere presenti alla figliolanza (e non solo...).
Per non sentirmi mortalmente offesa e naturalisticamente frustrata, ho deciso che la facevo sì, ma facevo tutto io (a parte il riso soffiato che in casa è impossibile da realizzare). Così mi sono messa a studiare.

Sul sito Note di cioccolato ho trovato come fare il mars. Era fattibile, anzi semplificabile - sia nella realizzazione, che nella reperibilità degli ingredienti - dal momento che lo avrei dovuto sciogliere per fare la torta, e quindi mi era sufficiente creare i componenti che avrebbero dato il gusto e la consistenza giusti una volta miscelati.
Quindi mi sono data da fare. Ho fatto il mou e il ripieno.

Attrezzandosi del termometro da cucina e di pazienza, non è nemmeno difficile. Anzi, sono entrambe preparazioni che possono tornare utili per altre "creazioni".

A quel punto sciogliere il burro, il cioccolato, e gli altri composti e poi aggiungervi il riso soffiato è stato un giochino.


Vabbè... ho capito... ecco la ricetta.


Ingredienti

per il "ripieno" del mars
200 g zucchero
50 g acqua
80 g malto di riso (o di altro cereale)*
sale, un pizzichino
1 albume
25 g cioccolato fondente al grattugiato

* la ricetta originale prevedeva sciroppo "light" di mais, che è un particolare tipo di sciroppo di glucosio, ma ho visto che il risultato è più che verosimile anche col malto, più facilmente reperibile.

Per il caramello mou
20 g acqua
30 g zucchero di canna
30 g zucchero semolato
45 g malto di riso**
50 g latte condensato zuccherato
20 g di burro
sale, un pizzichino

** anche qui la ricetta originale prevedeva lo sciroppo di glucosio, che però ho sostituito con risultati discreti.

120 g cioccolato al latte (di bassa qualità) ***
200 g burro
1 confezione + un po' di riso soffiato

*** per bassa qualità si intende un cioccolato con bassa percentuale di cacao, per conferire la giusta consistenza; normalmente corrisponde anche al cioccolato con prezzo inferiore - che si tende a evitare proprio perchè meno... cioccolatoso.


Procedimento

Poichè la mia intenzione non è stata quella di preparare il mars vero e proprio, ma una base che una volta sciolta ne eguagliasse sapore e, una volta raffreddata la torta la consistenza., ho riadattato la ricetta originale per una realizzazione più semplificata e con materie più facilmente reperibili.

Ripieno del "mars" - anche il giorno prima
Porre sul fuoco un pentolino con l'acqua, lo zucchero e il malto e portare a 132° (armatevi di pazienza). Mescolare ogni tanto, per non lasciare residui sui bordi del pentolino, che brucerebbero.
Montare a neve ferma l'albume in un contenitore adatto a essere messo sul fuoco. Quando lo sciroppo ha raggiunto la temperatura, versarlo a filo sull'albume. Porre sul fuoco a fiamma bassissima e continuare a mescolare a bassa velocità per almeno 15 minuti. Alla fine, unire il cioccolato fondente sciolto e smettere mi sbattere, quando tutto è perfettamente amalgamato. Spegnere la fiamma.
Trasferire il composto in un teglia o in un contenitore. Lasciare raffreddare, eventualmente in frigo (soprattutto se lo preparate con anticipo.

Caramello mou
Mettere tutti gli ingredienti in un pentolino e portare sul fuoco fino a raggiungere la temperatura di 116°, mescolando continuamente, per non lasciare residui sui bordi del pentolino, che brucerebbero.
Mettere da parte.

La torta vera e propria

In una pentola capiente fondere il burro. Aggiungere quindi il cioccolato e mescolare bene; questa sequenza è importante: il cioccolato essendo poco grasso, altrimenti tenderebbe a raggrumare invece di sciogliersi. Quando è fuso e ben amalgamato, aggiungere il caramello e continuare a mescolare. Aggiungere infine il "ripieno", e mescolare fino a completa assimilazione.
A questo punto aggiungere il riso soffiato un po' alla volta. La quantità è soggettiva: a me piace molto ricco di riso e croccante quindi ne ho messo un po' più di una confezione. Ma se vi piace un po' più morbida e "cioccocaramellosa", una confezione è più che sufficiente.
Mescolare fino a che tutto il riso si è rivestito della crema.
Stendere il composto in una teglia e porre a raffreddare fino a completo consolidamento.


Qui trovate la versione stampabile.


Ora c'era un altro problema. La torta esteticamente non è un granchè. E una torta di compelanno deve anche essere qualcosa da ricordare... Il solito numero... no, troppo banale (per me)...
E allora? Un po' di fantasia e si può fare tutto... o quasi, tenendo conto che sono abbastanza negata dal punto di vista delle costruzioni plastiche...

Versione 2006: torta giardino.


Questa è sicuramente la più semplice da fare, però è molto gradevole alla vista e anche per i bambini, soprattutto se sono piccoli.
L'aspetto della torta, ricorda un po' quei terreni argillosi e granulosi, che si trovano spesso nelle fioriere, per cui trasormarla in un'aiuola è semplice.
Bastano un po' di gelatine, di quelle di frutta buone, mi raccomando. Qualche biscotto di Novara tagliato a metà, incollato con del cioccolato fuso e un po' di gioco di colori.
Se poi aggiungete una poesiola sul fatto che i figli sono fiorellini in boccio in un giardino... fate commuovere pure le mamme e le nonne (o le maestre) dai cuori più teneri.


Versione 2008: torta scrigno

Questa è un poco più complessa, ma tutto sommato neppure così tanto.
Si ritaglia la torta di riso soffiato in tanti rettangoli, che si assemblano con un poco di cioccolato fuso. Si compone una scatola che si riempie con gelatine di frutta (sempre di quelle buone) e monete di cioccolato (se siete lontani dall'Epifania, meglio se ve procurate nel periodo giusto).
Poi con un po' di pasta di zucchero, o di marzapane si fa qualche stella marina, qualche conchiglia e una mappa del tesoro.

Si seppelisce il tutto in una sabbia di zucchero di canna...

... si mette un biglietto con un messaggio significativo, e anche questa volta si fa un figurone!

Qui le istruzioni per assemblare lo scrigno.


Adesso aspettiamo di vedere che mi salta in mente per la prossima... E non è detto che sia una torta al mars...


p.s. Lo, sceglietene una che ti piace. Te la dedico come ringraziamento per il premio, il secondo della vita di questo blog...